Guerra in Libia, Gino Strada: Ipocriti, Berlusconi baciò la mano a Gheddafi (VIDEO)

Gino Strada: la guerra non è mai giusta – Il messaggio lanciato ieri dal fondatore di Emergency, Gino Strada, nel corso dell’intervista serale concessa a Fabio Fazio, nel corso della puntata di Che tempo che fa andata in onda ieri sera, è inequivocabile: fare la guerra o, come spesso vengono chiamate, le missioni di pace non è mai una soluzione, neanche se il nemico in questione è il colonnello libico Muammar Gheddafi da settimane al centro dell’attenzione della comunità internazionale per la repressione violenta con cui ha risposto alle proteste che in Libia rivendicavano un cambio di regime, seguendo così l’esempio dato dai vicini egiziani e tunisini. Strada ha ribadito l’impegno di Emergency nei territori sconvolti dalle guerre e la Libia non fa eccezione: «In queste ore un nostro team è in viaggio via mare verso Misurata, ovvero la zona dove ci sono i combattimenti più aspri. Lì, vi è un ospedale che ha ricevuto equipaggiamenti ma non c’è personale. Il direttore del nosocomio ci ha chiesto aiuto e così un gruppo di medici, chirurghi, anestetisti che andrà a lavorare lì». La missione sarebbe dovuta partire qualche giorno fa «ma l’abbiamo bloccata quando ci siamo accorti che il peschereccio che doveva portare il team a Misurata, trasportava sottocoperta numerose armi».

«Sono tutti essere umani» – Emergency è impegnata anche nei centri d’accoglienza realizzati sul territorio italiano per accogliere gli immigrati che in questi giorni continuano ad arrivare sulle coste del nostro Paese. Strada non vuol sentire parlare di differenze tra clandestini, rifugiati politici: l’obiettivo è curare la salute di quelle persone che «sono arrivate qua e magari speravano in un mondo migliore, ma hanno trovato le gabbie, i respingimenti, l’odio».
Poi ha ribadito quella che per lui rimane una convinzione profonda: «Emergency ha vissuto anni e anni di guerre e quindi, a differenza dei politici che decidono di mandare i militari, abbiamo visto decine di migliaia di persone morire o soffrire le conseguenze del conflitto come la fame, la povertà, le malattie ed è da lì che nasce il nostro no alla guerra. Perché quando si è visto qualcosa di orribile non si può essere così cretini da volerla».
Il chirurgo poi lancia una stoccata ai politici che governano il mondo, paragonandoli a «menti di qualità ben diversa» come Einstein, Russell o Zinn, tutte persone che nella loro vita si sono posti una domanda: come fare a rinunciare alla guerra perché sennò la guerra metterà fine all’umanità.
Quando Fazio chiede come si sarebbe dovuto agire nei confronti di un personaggio come Gheddafi, Strada ha risposto sottolineando come fino a pochi mesi fa, gli stessi che oggi fanno la guerra, facevano accordi con il colonnello libico. Il riferimento alle mosse del nostro governo è chiaro: «La minaccia di Gheddafi non è il frutto di una pazzia mattiniera. E’ un dittatore che ha fatto affari con l’occidente per vent’anni. E’ stato adulato e riverito dai governanti dei cosiddetti paesi democratici. Qualcuno gli ha anche baciato la mano. Quindi c’era tutto il tempo per non arrivare fino alla guerra».

Simone Olivelli