Mondadori, De Benedetti non ci sta: Berlusconi è il corruttore

Lodo Mondadori, la replica di De Benedetti – Non c’è stato bisogno di attendere molto prima che Carlo De Benedetti, presidente onorario della holding Compagnie Industriali Riunite (Cir), rispondesse per le rime al suo rivale storico, Silvio Berlusconi. Il presidente del Consiglio, intervenendo ieri alla convention, tenutasi nell’Auditorium della Conciliazione a Roma, dei cofondatori del Popolo della Libertà, aveva attaccato la magistratura, da lui ritenuta politicizzata nonché rea di aver compiuta una vera e propria «rapina a mano armata» nella vicenda giuridica riguardante l’acquisizione della Mondadori.
Nello specifico, nel 2007, la Cassazione ha stabilito che la sentenza del 1991, a seguito di cui, anche tramite l’intervento dell’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti, il Lodo Mondadori portò alla spartizione tra Berlusconi e De Benedetti delle quote ereditate dalla famiglia Formenton, fu comprata tramite la corruzione del giudice Metta con 400 milioni provenienti dalla Fininvest. La diretta conseguenza fu quella di condannare la Fininvest a un risarcimento 750 milioni di euro, poi ridotti a 500 nel 2009 dalla Corte d’Appello, nei confronti della Cir di De Bendetti.

Berlusconi: Tentano un attacco patrimoniale – L’attacco su più fronti nei confronti della magistratura, che da anni il presidente del Consiglio conduce con periodicità quasi maniacale, ha avuto l’ultimo atto in ordine di tempo proprio ieri. In riferimento alla causa civile nell’ambito del Lodo Mondadori, Berlusconi ha dichiarato: «Contro di me, tentano anche attacco patrimoniale: a Milano c’è un giudice, di cui potrei dire molto, che ha formulato un risarcimento di 750 milioni per la tessera numero 1 del Pd, De Benedetti, per un lodo a cui la mondadori fu costretta. E’ una rapina a mano armata».

De Benedetti: Lui è il corruttore – Carlo De Benedetti, a poche ore dalla diffusione delle dichiarazioni di colui che, secondo i magistrati, fu all’origine della corruzione del giudice Metta, ha risposto in maniera decisa tramite il portavoce della Cir: «Quando il presidente Berlusconi definisce la sentenza civile di primo grado sul Lodo Mondadori una ‘rapina a mano armata’ dimentica di dire che l’unico reato di questa lunga vicenda, come stabilito dalla Corte di Cassazione, è stata la corruzione del giudice Vittorio Metta perpetrata nell’interesse di Fininvest nel 1991. Da tale reato di corruzione giudiziaria di cui Cir fu vittima, è nata l’attuale causa civile. Si tratta di un contenzioso tra due aziende, la Cir, società quotata in Borsa, e la Fininvest. Non riguarda l’attività politica passata e presente del presidente del Consiglio né le legittime idee dell’Ingegner Carlo De Benedetti ed è pertanto una vicenda che nulla ha a che vedere con le polemiche politiche quotidiane».

Simone Olivelli