Moody’s, in Italia nel 2012 il rapporto debito/Pil tornerà a calare

Nel 2012 il rapporto debito/Pil italiano invertirà l’attuale rotta e comincerà a diminuire.
È Alexander Kockerbeck, analista sul rischio sovrano di Moody’s responsabile per l’Italia, a sostenerlo durante un incontro organizzato dall’agenzia di rating a Milano. Per Kockerbeck lo scenario-base degli stress test condotti da Moody’s “evidenzia che, anche con scenari prudenti sulla crescita del Pil e sul saldo primario del governo”, il Paese “sarà in grado di invertire la tendenza al rialzo del debito pubblico”. “Questa è la ragione dell’outlook stabile” sul rating italiano di Moody’s, che rimane Aa2.

Nessun peggioramento. L’analista ha spiegato, poi, che Moody’s prevede che per l’Italia “non ci sarà un peggioramento notevole dei tassi d’interesse che il Paese deve pagare sul debito”, che dovrebbero “rimanere stabili intorno al 10%”.
E anche questo “è un fattore importante per spiegare l’outlook stabile” sul rating italiano. Kockerbeck ha anche aggiunto che l’Italia potrebbe non essere in grado di invertire l’andamento del debito pubblico solo nel caso in cui i tassi d’interesse dovessero raggiungere l’11-12%.
Kockerbeck ha inoltre precisato che “la crescita economica sarà una variabile chiave per la sostenibilità e la capacità di rientro dell’alto debito pubblico” interno, sottolineando l’importanza dell’andamento del saldo primario del governo e spiegando che “c’è spazio per un surplus a breve termine, ma non oltre il 2%, senza effettuare cambiamenti brutali” della politica fiscale.
L’analista di Moody’s ha spiegato che, dopo la crisi mondiale, l’Italia riparte dai livelli del 2004, nonostante abbia subito un impatto minore rispetto a quello degli altri Stati. Ma questo “non vuol dire che non si tornerà a livelli pre-crisi”
La domanda interna italiana, ha proseguito Kockerbeck, “è molto debole, mentre le esportazioni non sono troppo dinamiche”.
Kockerbeck ha sottolineato anche che tra gli elementi di forza del Paese ci sono il basso livello di indebitamento del settore privato e l’alto tasso di risparmio e che la vigilanza di Bankitalia ha impedito la creazione di un “sistema bancario ombra”.

I risultati degli stress test. Lo scenario base delineato dagli stress test condotti da Moody’s prevede per l’Italia una crescita del Pil nominale del 2,7% nel 2011, del 3,2% nel 2012, del 3,5% nel 2013 e nel 2014.
Stime che, per Kockerbeck, vanno depurate dall’inflazione, che in questi anni si attesterà “intorno al 2%”.
Per Moody’s le proprie stime sull’avanzo primario, che sono inferiori a quelle diffuse dal governo italiano, sono “prudenti”.
Dure le osservazioni sul funzionamento della macchina politica ed amministrativa dello Stato, anche se Kockerbeck ha comunque affermato che la valutazione di Moody’s sulla forza delle istituzioni italiane è solo un gradino al di sotto del livello massimo della scala utilizzata dall’agenzia.

Marco Notari