F1, Ferrari ed Alonso non si vogliono arrendere

F1, Ferrari resiste – Fortunatamente l’inutile e scandalosa penalizzazione data dai commissari ad Alonso ed Hamilton, rei di aver semplicemente dato vita ad un intenso duello che fa solo bene alla F1, non ha portato grossi cambiamenti nella classifica. Lewis ha perso una posizione terminando ottavo mentre Fernando invece ha mantenuto un sesto posto che ora per la Ferrari è davvero prezioso ai fini della classifica. Grazie anche ad un ritrovato Felipe infatti il bottino delle prime due gare è abbastanza ricco nonostante una monoposto non alla altezza delle primissime posizioni. Ed è da qui che i tecnici di Maranello vogliono ripartire, cercando in tutti i modi di non perdere troppo terreno per poi, in Europa, incominciare un recupero difficile ma non impossibile.

Stringere i denti – In fondo la nuova monoposto non sta risultando quell’enorme errore frettolosamente gridato da più persone. In qualifica il distacco è sull’ordine del secondo ma in gara invece il tutto si riduce a pochi decimi, un niente visto le tantissime variabili tra Kers, Pirelli, DRS e gli ovvi colpi di scena. Questo 2011 quindi non è ancora finito e lo spagnolo lo sa perfettamente: “Sono contento di questa gara: non del risultato ma del fatto che siamo stati finalmente competitivi, in grado di lottare ruota contro ruota per un posto sul podio. Questo ci dà una motivazione in più in vista della prossima gara in Cina. Ci aspetta un altro weekend difficile, ne siamo consapevoli, ma tutti sappiamo che in questo momento dobbiamo stringere i denti: il campionato è ancora molto lungo e non dobbiamo lasciare nulla d’intentato

Niente è certo – Ancora una gara sulla difensiva, per poi provare ad attaccare già in Turchia e sicuramente in Spagna con il primo Gp nel vecchio continente. Red Bull e Sebastian Vettel per adesso stanno raccogliendo il massimo possibile, ma la RB7 dopo il Gp della Malesia fa già meno paura e dimostra di avere anch’essa dei punti deboli. Il sistema del Kers prima di tutto e poi un degrado importante delle gomme dure, fattore che ha penalizzato Webber costringendolo ad un sosta in più rispetto ai diretti avversari.Vettel questa volta invece poteva gestire il degrado con calma, ma non sempre riuscirà a portarsi al comando sin dalle prime curve. Il mondiale è ancora lungo e davvero tutto può succedere. Guai arrendersi.

Riccardo Cangini