F1, Newey ammette: “Il Kers rallenta il nostro lavoro”

F1, parla Newey – E’ lui il genio del paddock, l’ingegnere più desiderato, il creatore di monoposto capaci si segnare più epoche della Formula uno sia in positivo che in negativo. Assieme alla Red Bull ha ritrovato la gioia ed il piacere di vivere in questa pazzo sport, portando con sé un bagaglio di esperienze e conoscenza che hanno reso la squadra delle bibite energetiche la più forte e temuta da tutti, anche dalle storiche Ferrari e Mclaren. Dopo il mondiale vinto nel 2010, anche quest’anno l’appuntamento con il gradino più alto non è stato perduto nonostante nuovi problemi tecnici che ora danno qualche preoccupazione in più: “Con il KERS stiamo ancora trovando nuovi potenziali problemi e questo sta un pò rallentando il nostro lavoroAfferma proprio Newey.

Problemi in pista – Sia in Australia che in Malesia infatti, entrambi i piloti della scuderia non hanno potuto utilizzare gli ottanta cavalli extra conferiti dal sistema di recupero dell’energia, segnando addirittura una intera gara come successo a Webber. L’australiano infatti a causa di questo inconveniente è stato risucchiato dal gruppo già alla partenza, perdendo molte posizioni e dovendo per forza di cose iniziare una difficile ed impegnativa rimonta: “La realtà è che non siamo un costruttore, quindi non è facile occuparsi dello sviluppo del KERS, un dispositivo con cui non abbiamo avuto esperienza in passatoDifficoltà avute anche con il vincitore Vettel, fortunatamente però in una situazione di gara tranquilla grazie al solido distacco costruito nei primissimi giri.

Ci vuole esperienza – E palese però che non si può andare avanti così visto i grandi cambiamenti che la gara porta con sé ogni volta, ed occorre quindi una rapida soluzione: “Bisogna tenere conto che bisogna portare avanti lo sviluppo in un clima di ristrettezza per quanto riguarda le risorse, sia economiche che di esperienza. Penso che la nostra curva di apprendimento sia veloce, ma quanto ci manca per arrivare al punto più alto di questa curva è ancora tutto da vederePer Adrian quindi bisogna imparare il più presto possibile, trovando il perchè di questi fastidiosi imprevisti e fare in modo che non succedano più. Si sa già che molto deriva da quel retrotreno incredibilmente rastremato rispetto ai concorrenti, ma forse c’è anche dell’altro. Riparare la piccola crepa, per avere un armatura davvero invincibile.

Riccardo Cangini