I familiari delle vittime di Viareggio in piazza contro la prescrizione breve

Il 29 giugno del 2009 un treno carico di gpl esplose nel pieno centro di Viareggio uccidendo 32 innocenti. Tra loro anche la 21enne Emanuela Rombi, che dopo aver riportato ustioni su tutto il corpo, si spense a pochi giorni dal terribile incidente. A quasi due anni dalla tragedia, la madre di Emanuela, Daniela, e gli altri animatori dell'”Assemblea 29 giugno” si apprestano a scendere in piazza per dire no alla prescrizione breve. “Se passa quella norma – spiegano – i nostri cari non avranno mai giustizia”. E rivolgendosi direttamente a Silvio Berlusconi: “Non deve pensare solo a se stesso – dice arrabbiata Daniela Rombi – ha già tanti soldi, tanto potere”.

La protesta a Montecitorio – Mercoledì pomeriggio in piazza Montecitorio ci saranno anche loro: i familiari delle vittime dell’incidente ferroviario di Viareggio che il 29 giugno 2009 spazzò via le vite di 32 persone, tra cui donne e bambini. Se la norma sulla prescrizione breve passerà, le speranze di giustizia per loro si faranno sempre più sottili perché anche i presunti responsabili della tragedia di Viareggio sono incensurati (come il premier Berlusconi) e anche loro, dunque, potrebbero beneficiare del “bonus” concesso dalla legge, mandando su un binario morto (scusate l’amara ironia) il processo. Tra le più arrabbiate c’è Daniela Rombi, madre della 21enne Emanuela, che quella notte di giugno venne divorata dalle fiamme levatesi dal treno maledetto. La morte per lei non è arrivata subito, ma il dolore per mamma Daniela da quella notte è rimasto immutato. E insopportabile.

Al premier: “Ci lasci almeno la giustizia” – “Vorrei dire a Silvio Berlusconi – ha raccontato a L’Unità la mamma di Emanuela – che non deve pensare solo a se stesso, ha già tanti soldi, tanto potere. Perché deve ancora schiacciare questa Italia che si definisce democratica? I processi vanno fatti, velocemente ma vanno fatti. Non si può far finta che a Viareggio non sia successo niente. Se non è successo niente perché mia figlia non torna a casa la sera? All’Aquila – ha aggiunto Daniela Rombi – sono morte 308 persone, perché non tornano a casa la sera? Perché è successo qualcosa e chi ha sbagliato deve pagare. Se nessuno paga vuol dire che questa non è più una società civile”.

Le Ferrovie che vogliono compare il perdono – E’ un fiume in piena la signora Rombi, un fiume che non trova pace e che per questo investe ogni cosa: “Per la strage di Viareggio – ha spiegato – le imputazioni sono di omicidio colposo e disastro colposo, gli imputati sono tutti incensurati, le pene previste non superano i cinque anni. Mi dice lei chi paga se entra in vigore la prescrizione breve? Le Ferrovie dello Stato ci stanno inseguendo per darci i soldi: noi li rifiutiamo perché siamo uomini e donne che hanno perso figli, nipoti, mariti, mogli e vogliamo che giustizia sia fatta. A noi non bastano né due né cinque anni – ha insistito Daniela Rombi – figurarsi se possiamo accettare che la prescrizione breve vanifichi tutto. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per fermarli”.

Maria Saporito