Libia, Gheddafi accetta road map. Da Bengasi sapremo se la guerra è finita

Road Map. E’ di stanotte la notizia dell’accettazione della “Road Map” di riparazione da parte del governo della Libia. La guerra in atto da quasi due mesi, a partire dallo scorso 17 febbraio, sembra poter volgere al termine. Una delegazione dell’Unione Africana (Ua) ha sottoposto la lista di richieste distribuite per tappe al governo libico, e sembra che l’azione diplomatica stia aprendo una breccia. Lo riferisce Jacob Zuma, presidente sudafricano, che ha personalmente mediato durante le trattative di queste ore a Tripoli. L’obiettivo della delegazione capitanata da Zuma è ambizioso, e sembra avvicinarsi il momento: si sono prefissi di ottenere un cessate il fuoco generale, ipotesi che però vede perplessi, al momento, gli insorti, che non si fidano molto delle intenzioni o delle sorprese che potrebbe riservare Gheddafi nell’immediato futuro.

Il bollettino di guerra frattanto, anche mentre scriviamo, non è dei più fausti, essendo sopraggiunta anche la notizia dell’abbattimento di due elicotteri che facevano parte delle scarse forze detenute dagli insorti. I velivoli pare abbiano violato la “no fly zone”, e sono stati colpiti dalle forze rimaste fedeli a Gheddafi, nell’area vicina alla città di Brega.

Delegazione e trattative in corso. Insieme al presidente sudafricano Jacob Zuma, sono giunti a Tripoli il presidente del Mali, Amadou Toumani Touré, Mohamed Uld Abdel Aziz della Mauritania e Denis Sassou Nguesso del Congo. Cinque mediatori d’eccezione, accolti prima dalle forze del colonnello Gheddafi, superdecorate per l’occasione, e con gran dispiegamento di stendardi e bandiere che richiamavano l’autorità cui facevano capo. E’ fissato invece per la giornata appena cominciata l’incontro  con i rappresentanti degli insorti, che si svolgerà a Bengasi, ormai roccaforte dell’intera insurrezione. Hanno già dato avviso, i ribelli, che non sarà per farli arrendere che deve giungere la delegazione, dal momento che sono intenzionati a “combattere sino alla morte”, e non intendono dunque accoglierli per cedere il passo al Gheddafi.

Grande attesa per la giornata di oggi. Gli auspici ed anche le previsioni del presidente Zuma, comunque, vanno nella direzione di un ottimismo quasi sfrenato, forse giustificato dalle conclusioni uscite durante il colloquio con Gheddafi, non ancora del tutto confermate. “Ho impegni che mi obbligano a ripartire – dice Zuma, parlando dell’incontro di domani con la controparte a Bengasi – ma abbiamo completato la nostra missione con il fratello-leader”. Lo chiama tuttora fratello, dunque, e non ci resta che vedere come proseguirà il viaggio diplomatico della delegazione, che staremo a guardare con aumento di stupore, se davvero con così poco (due fugaci incontri con le parti in causa) Zuma e gli altri quattro presidenti dell’ Unione Africana riusciranno ad ottenere la fine della guerra in corso.

Sandra Korshenrich