Napolitano chiama Frattini: più cauti con l’Ue

Secondo quanto riportato oggi dal Corriere della Sera, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sarebbe molto preoccupato per i rapporti tesi tra l’Italia e il resto dell’Europa. Il capo dello Stato avrebbe ieri telefonato a Franco Frattini per puntare l’indice contro le dichiarazioni incendiarie consegnate in questi giorni alla stampa da alcuni esponenti del governo. Parole che, secondo Giorgio Napolitano, avrebbero contribuito ad acuire le tensioni e a prefigurare un problematico isolamento italiano in seno all’Ue. Da qui l’invito a usare maggiore cautela e a evitare di inciampare in grossolani errori diplomatici, che potrebbero compromettere irreversibilmente la risoluzione della vertenza comunitaria sull’immigrazione.

L’ansia di Napolitano – Il capo dello Stato è seriamente preoccupato. Almeno secondo quanto riportato oggi da Il Corriere della Sera che racconta di una telefonata accorata che Giorgio Napolitano avrebbe fatto ieri al ministro degli Esteri, Franco Frattini, per invitarlo alla cautela. Il motivo va rintracciato nelle ultime “bordate” affidate alla stampa da alcuni autorevoli protagonisti della politica nazionale. Dopo il via ai permessi di soggiorno temporaneo – con i quali l’Italia spera di consegnare agli altri Paesi comunitari buona parte dei migranti giunti dal Nord Africa –  l’Unione europea ha subito dimostrato scarso entusiasmo per la soluzione individuata dal Bel Paese e ha prospettato una serie di difficoltà per l’accoglienza degli stranieri nei loro territori. Chiusure che hanno fatto saltare i nervi a molti esponenti del governo. Primo tra tutti il premier Silvio Berlusconi, che – in occasione della seconda visita a Lampedusa – ha tagliato corto: “Se l’Europa non ci iuta allora sarà meglio tornare divisi“.

Le intemperanze di Maroni e Calderoli – A rincarare la dose ci hanno pensato due leghisti di peso come Roberto Maroni e Roberto Calderoli. “Se la Francia non accoglie gli stranieri – ha scandito il primo – dovrà uscire da Schengen“, mentre il ministro per la Semplificazione ha ipotizzato un disarmo italiano del Libano nel caso in cui l’Europa seguitasse a non aiutare il nostro Paese nella gestione degli immigrati. Uscite infelici – secondo l’inquilino del Quirinale – o per lo meno incaute. A dare man forte ai timori di Napolitano ci sarebbe anche il colloquio che lo stesso capo dello Stato avrebbe avuto con Ferdinando Nelli Feroci, ambasciatore italiano presso l’Ue, il quale avrebbe confermato la tiepida reazione dei Paesi comunitari ai permessi emanati dal governo italiano. Ne sapremo di più oggi, a conclusione del vertice a Lussemburgo al quale parteciperà anche Roberto Maroni. Solo allora sapremo se il consiglio che Napolitano ha consegnato ieri a Frattini è stato recepito e riportato correttamente al ministro leghista e se lo stesso Maroni avrà evitato di portare avanti la “linea dura” finora sostenuta con il resto dell’Europa.

Maria Saporito