Ocse: la ripresa c’è. Male l’Italia

L’Italia registra “una perdita dell’impulso di crescita” mentre a febbraio il superindice evidenzia un +1,8%, con Germania e Usa in forte ripresa.
L’attività economica in area Ocse è, dunque, in ripresa, con l’indice che su base mensile ha fatto registrare un +0,3%.
Ma l’Italia ha segnato un calo del 2,1% su base annua e dello 0,3% su base mensile, evidenziando il peggior dato tra le principali economie industrializzate ed emergenti.

La situazione. Per l’Italia il superindice Ocse ha mostrato a febbraio una discesa a 101,9 da 102,2 punti, mentre quella relativa all’eurozona ha evidenziato un incremento a 103,5 da 103,4.
L’indice dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha mostrato per i paesi Ocse un aumento a febbraio a 103,2 da 103 di gennaio, mentre per i paesi del G7 c’è stato un rialzo a 103,5 da 103,2.
Ma il segno meno non contraddistingue soltanto il Belpaese. Anche la Gran Bretagna incamera un risultato negativo e preoccupante, -2%, ma per il governo inglese si è di fronte ad un “lento ma stabile ritmo di espansione”.
Meno marcato il calo del superindice in Francia, -0,7%, e Canada, -0,2%, dove si individua una “possibile ripresa dello slancio” della crescita.
Come l’Fmi, anche l’Ocse non ha fornito il dato sul Giappone viste “le circostanze straordinarie” in cui versa il paese nipponico, troppo coinvolto nel far fronte ai danni provocati dal sisma e dallo tsunami.
Decisamente positivi i dati di Germania e Usa, dove si registra una tendenza di “robusta espansione”. La locomotiva tedesca, infatti, ha messo a segno un incremento del 3,3%, mentre per gli Stati Uniti il dato è cresciuto del 2,6% su base annua.
L’indice Composite leading indicators(Cli) per l’eurozona ha segnato una crescita dell’1%.
Fra i Brics, le cosiddette economie emergenti, il dato migliore è quello della Russia, ancora in “espansione” con un incremento del superindice del 6,9%, mentre tutti gli altri presentano un dato negativo, come il Brasile, -1,2% e “un ritmo stabile di espansione”, la Cina, -0,9% e una “possibile moderazione”  e l’India, -1,4%, in “rallentamento”.

Marco Notari