Roberto Coda Zabetta: quando il nucleare produce arte anziché morte

Roberto Coda Zabetta, giovane artista biellese, sarà in mostra presso il Palazzo delle Arti di Napoli fino al venticinque aprile. L’esposizione, che è stata inaugurata il due aprile, è intitolata “Lavori Recenti ed è a cura di Maria Savarese, Igor Zanti e Claudio Composti.

Roberto Coda Zabetta, pittore e scultore, si interessa, sin dai primordi della propria carriera artistica, di quelle che sono le piaghe che affliggono quel mostro enorme che è l’umanità. Lo si ricorda per i propri lavori sul terribile genocidio che colpì recentemente il Ruanda, e che è passato un po’ in sordina come molte delle stragi che colpiscono l’enorme ed inerme continente africano. Anche la tematica della discriminazione razziale è stata affrontata dall’artista piemontese, che è palesemente interessato a dipingere intingendo il proprio pennello all’interno del calamaio della sofferenza umana ed a proporre statue che possano colpire gli eventuali fruitori non intesi esclusivamente come singoli individui, ma anche e soprattutto come parte integrante dell’umanità.

Lo scorso anno, Roberto Coda Zabetta presentò dei lavori che si ispiravano direttamente ad una delle più terribili esperienze con le quali in mondo si sia mai scontrato: quella della bomba atomica. Roberto Coda Zabetta ha affrontato un argomento destinato, purtroppo, a tornare attuale nel giro di pochi mesi, a causa della catastrofe che ha colpito il Giappone di recente. Il viaggio mentale che, a questo punto, un qualunque fruitore potrebbe effettuare partendo da Hiroshima per approdare a Fukushima sarebbe breve ed atroce. La riflessione che l’artista propone nei propri “Lavori Recenti” è differente rispetto al messaggio che voleva essere lanciato attraverso l’esposizione milanese del luglio scorso. Stavolta l’artista non incoraggia lo spettatore a riflettere sulla tragedia dell’esplosione, bensì sullo sgomento che la segue. Presso il Palazzo delle Arti di Napoli saranno esposti, quindici smalti su tela ed una scultura. Fa parte dell’esposizione anche un video girato da Ferdinando Vicentini Orgnani e Alessandra Minini sulla vita dell’ artista.

Martina Cesaretti