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Ruby, Berlusconi benefattore: L’ho pagata affinché non si prostituisse

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Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha confermato di aver dato soldi all’allora minorenne Karima El Mahroug, la marocchina nota ai più come Ruby Rubacuori. La giovane è il personaggio principale da cui è nato lo scandalo che ha coinvolto il primo ministro e che ha portato alle accuse di prostituzione minorile e concussione da cui Berlusconi dovrà difendersi a partire dal prossimo 31 maggio. Le parole di oggi, però, non sono da intendersi come un’ammissione di colpevolezza. Tutt’altro: Berlusconi ha dichiarato di aver pagato la ragazza perché commosso dalla sua triste storia, ma soprattutto con il nobile intento di riportarla sulla retta via, evitando che cedesse alla tentazione di prostituirsi.

Da sfruttatore a pescatore di anime – Le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Consiglio stamane all’arrivo nel Tribunale di Milano, dove presenzia alla udienza sul processo Mediaset in cui è accusato di falso in bilancio e frode fiscale, suonano surreali per chi nel corso di questi mesi ha letto le intercettazioni acquisite dai magistrati che si sono occupati di quello che anche la stampa internazionale ha ribattezzato come Rubygate.
Il tentativo di riabilitare la propria immagine, capovolgendo di fatto l’intero impianto accusatorio e trasformandosi così da sfruttatore della prostituzione a benefattore da parabola evangelica, è più che comprensibile in un periodo come quello che il governo si appresta a vivere con gli sviluppi della questione immigrazione clandestina e il prolungarsi dell‘azione bellica sul suolo libico, senza tuttavia dimenticare la riapertura dei processi in cui Berlusconi compare come imputato e che potrebbero – anche se in molti non la pensano così – segnare l’inizio del distacco da parte di quell’elettorato che lo ha sempre osannato e difeso per principio.
Per il leader del Pdl, «quello su Ruby è un processo infondato e senza senso» e i motivi sarebbero lapalissiani: «Ho dato incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla alla prostituzione, per portarla nella direzione opposta». Il riferimento di Berlusconi è alla somma di denaro che sarebbe finita nelle mani di Ruby per permetterle di poter entrare in un centro estetico grazie all’acquisto di «un laser per depilazione».
Se per Berlusconi non ha senso l’accusa di prostituzione minorile, stesso discorso vale per quella di concussione: «Non c’è alcuna concussione. […] E’ addirittura risibile perché io sono sempre cortesissimo. Ho chiesto informazioni per una situazione che poteva dar luogo a un incidente diplomatico, mi è stato risposto che la ragazza non era egiziana ed è caduto tutto».

Simone Olivelli

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