Cicchitto: nessuno scontro all’interno del Pdl

Pdl in crisi? Niente affatto. Il capogruppo del partito alla Camera, Fabrizio Cicchitto, in un’intervista al quotidiano La Stampa, ha tentato di spegnere le voci (sempre più insistenti) che parlano di un Pdl prossimo al collasso. Cicchitto ha smentito l’esistenza di una “guerra intestina” tra ex Fi ed ex An e ha piuttosto posto l’accento sulle tante “storie diverse” confluite nello schieramento del Cavaliere, che hanno stimolato (e stimolano tuttora) un dibattito animato ma mai esasperato. “Siamo senza ambiguità – ha scandito il pidiellino – antifascisti e anticomunisti”. Per quanto – ha ammesso – sarebbe consigliabile intervenire sulla scelta della classe dirigente: “I vertici del partito – ha spiegato Cicchitto – vanno scelti con un mix ponderato tra eletti ed iscritti. E’ il meccanismo che, penso, Berlusconi vorrà mettere in moto”.

Pdl plurale ma coeso – “Quelle che voi considerate liti sono le tensioni inevitabili di un partito che rappresenta uno spettro politico, culturale e sociale molto vasto”. Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, non ha dubbi: all’interno del suo partito non è in corso alcuna crisi, ma solo la fisiologica discussione tra “anime” differenti che tentano di trovare la sintesi. Scajolani, ex aennini, ex socialisti ed ex democristiani sarebbero, secondo Cicchitto, soltanto gli ingredienti che rendono il Pdl una ricetta vincente e non i protagonisti di uno scontro senza quartiere destinato a far implodere il partito. “Nel Pdl – ha spiegato a La Stampa – sono confluite storie diverse. Si va dai socialisti riformisti come il sottoscritto, come Brunetta, come Sacconi, ai cattolici di varia provenienza e quanti hanno seguito tutto il percorso di una destra che da Fiuggi in avanti – ha continuato Cicchitto – ha superato le nostalgie del fascismo. Nel complesso, siamo senza ambiguità: antifascisti e anticomunisti, una grande forza di centrodestra con orientamento moderato e riformista, collocato nel Ppe”.

La scelta dei dirigenti – Nessuna miglioria da apportare dunque? “I vertici del partito – ha ripreso il capogruppo del Pdl a Montecitorio – vanno scelti, sino a livello dei coordinatori regionali, con un mix ponderato tra eletti ed iscritti. E’ il meccanismo che, penso, Berlusconi vorrà mettere in moto prima dell’estate. Per i vertici nazionali provvede già lo statuto”. E incalzato sulla nuova riorganizzazione interna: “Il tesseramento supererà la logica del 70 per cento delle poltrone a Forza Italia e del 30 ad An – ha spiegato Cicchitto – purché si tratti di un tesseramento diverso da quello che caratterizzava i partiti tradizionali nella loro fase peggiore, con i cosiddetti signori delle tessere. Proporrei di riprendere il sistema che c’era dentro Forza Italia – ha precisato – per votare nei congressi locali bisogna recarvisi di persona, magari affrontando lunghe file ai seggi. Era la garanzia per evitare un tesseramento fatto con gli elenchi del telefono e con i morti. Ecco – ha rimarcato il pidiellino – io ripartirei da lì”.

Maria Saporito