Francia: in Libia la Nato non sta facendo abbastanza

Mentre per le città si continua a combattere, le strade della Libia del futuro continuano ad essere battute dalla diplomazia internazionale. Proseguono le trattative sulle condizioni del “cessate il fuoco”. L’Unione Africana, così come l’Ue, si trova di fronte il muro del Consiglio Nazionale di Transizione che, come condizione assoluta per trattare, pretende l’uscita di scena di Muammar Gheddafi. Da Bruxelles chiedono più collaborazione agli uomini di Bengasi, per una trattativa che già ieri sembrava arrivata ad un punto morto.

E’ forse per questo Francia e Gran Bretagna sono tornate al pugno di ferro. Londra e Parigi sono state le prime ad attaccare la Libia di Gheddafi e, dopo una breve parentesi nella quale la Francia sembrava aver scelto la via diplomatica, oggi il ministro degli Esteri Alain Juppè è tornato ad invocare i bombardamenti come soluzione più efficace per proteggere i civili. Tanto da accusare la Nato di “non fare abbastanza. E’ un risveglio polemico quello di Parigi, che forse non ha mai digerito il passaggio del comando delle operazioni militari all’Alleanza. “La Nato – ha proseguito il Ministro degli Esteri – deve svolgere pienamente il suo ruolo. Ha voluto prendere la guida delle operazioni e noi abbiamo accettato. Ora deve svolgere il suo ruolo che è quello di impedire che Gheddafi usi armamenti pesanti per bombardare la popolazione.

D’altra parte, da quando Francia e Stati Uniti hanno ceduto il coordinamento della missione in Libia, le milizie di Gheddafi non hanno mai smesso di bombardare città in mano ai ribelli, come Misurata, ormai da troppo tempo sotto assedio. Se poi si aggiunge il fallimento dell’Unione Africana nelle trattative di pace, le critiche di Juppè non appaiono del tutto fuori luogo.

Al Ministro francese, poi, si è aggiunta la voce di Londra che, tramite il segretario agli Esteri Wiliam Hague, sprona a sua volta la Nato ad intensificare gli attacchi. Critiche pesanti subito respinte dall’Alleanza: stiamo conducendo “le operazioni militari in Libia con vigore nell’ambito dell’attuale mandato. Il ritmo delle operazioni è determinato dalla necessità di proteggere la popolazione.” La tensione, però, resta alta. Ed oggi le critiche francesi saranno attese nel vertice a Lussemburgo, dove si riuniranno i ministri dell’Unione Europea. La replica arriverà giovedì e venerdì, quando a Berlino sarà la volta del summit Nato. Se in Libia si rischia lo stallo diplomatico, l’Occidente rischia adesso quello strategico.

Cristiano Marti