Fukushima a livello 7, ora è come Chernobyl

Crisi nucleare in Giappone. Pur confuse, le molte notizie che provengono dalla centrale di Fukushima Daiichi, una certezza purtroppo l’hanno data. L’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha innalzato il livello d’allerta al massimo livello. Il disastro è ora paragonabile a quello di di Chernobyl del 1986, quando un reattore nucleare letteralmente esplose. La situazione nel paese del Sol Levante è decisamente diversa. Non sussisterebbe infatti un rischio simile, ma le turbine sono ben sei e quasi tutte hanno gravi problemi. Tre settimane fa Greenpeace aveva già avvisato circa i danni fatti dalle varie fuoriuscite radioattive, era evidente infatti che il materiale rilasciato aveva generato “un tale livello di radioattivita’ da essere classificato di livello 7, secondo l’International Nuclear Event Scale (INES)”

La paura della Tepco. La discussa società che gestisce l’impianto di Fukushima e che è stata più volte accusata di fornire notizie distorte sulla reale situazione, attraverso un suo portavoce ha fatto presente che, rispetto a Chernobyl, “potrebbe essere anche peggio”. “La nostra preoccupazione – ha spiegato un funzionario – è che possa anche superare Chernobyl”. La perdita radioattiva infatti “non si è ancora completamente arrestata”. In questo contesto ben poco effetto sembrano aver fatto le parole del Premier giapponese, Naoto Kan; in una sua recente dichiarazione ha spiegato che “la situazione si sta gradualmente stabilizzando”. Ieri però un nuovo terremoto ha colpito la prefettura di Fukushima. Il sisma di 7.1 gradi ha generato anche l’allarme tsunami, poi revocato. Stamattina verso le sette, ora italiana, ancora un’altra forte scossa, 6.3 gradi, ancora nei dintorni della centrale.

Il primo terremoto. L’11 marzo scorso un fortissimo sisma di magnitudo 7.9, poi modificata a 8 colpì le coste del Nord-Est giapponese. Conseguentemente lo tsunami travolse interi paesi, sommergendoli con onde alte più di 10 metri. Proprio lo tsunami, secondo la Tepco, ha inferto gravi danni ai sistemi di raffreddamento dei reattori di Fukushima, portandoli ad un eccessivo riscaldamento, con conseguente fusione parziale del combustibile radioattivo in alcuni di essi, danneggiamento delle vasche di contenimento e, quindi, perdita di radioattività.  Oltre al normale uranio, i tecnici devono affrontare  anche i danni provocati dal plutonio, di gran lunga più pericoloso. Quest’ultimo era contenuto nel Mox, la miscela con cui veniva alimentato il reattore numero tre. Di plutonio si sarebbero trovate diverse tracce nel terreno nei pressi della centrale.

A.S.