La conversione di Zaia: pronti ad accogliere i migranti

E’ un Luca Zaia “ammorbidito” quello che questa mattina consegna le sue considerazioni a La Repubblica.it. Il governatore del Veneto, che fino a pochi giorni fa chiudeva tassativamente all’accoglienza nel suo territorio dei migranti in fuga dal Nord Africa, tradisce adesso un ritrovato spirito caritatevole che gli fa dire: “Il Veneto farà la sua parte. Quello che sta accadendo è un fenomeno mai visto e noi saremo al fianco del ministro Maroni e del governo”. Una “conversione” inattesa, che però non impedisce al leghista di individuare un “colpevole”, contro cui si scaglia con violenza: “Sono furibondo con l’Europa – ha spiegato Zaia –  Se non è in grado di imporre agli Stati un progetto di solidarietà, è meglio se ce ne andiamo”.

Solidarietà a impatto zero – “Il Veneto è solidale, ed è a fianco del ministro Maroni e del governo”. Così, in una breve intervista a Repubblica.it, il  presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ritratta la sua posizione sull’emergenza immigrati. All’indomani del “no” ufficializzato dall’Europa – che ha mandato a dire all’Italia che i numeri dei migranti presenti nel Bel Paese non giustificano un intervento comunitario – il leghista rispolvera un inatteso senso nazionale, che gli fa fare promesse sull’arrivo degli stranieri nella sua regione. “Noi stiamo chiudendo il nostro piano regionale – ha spiegato – li ospiteremo in forme diffuse sul territorio, con concentrazioni molto piccole, addirittura a livello di famiglia. I veneti possono stare tranquilli, sarà un’ospitalità che avrà poco impatto sul territorio”.

Un’Europa scandalosa – E incalzato sul suo dietrofront: “Tutti, a cominciare dal ministro Maroni, vorremmo che i tunisini se ne tornassero a casa – ha precisato Zaia – Vorremmo ricaricare le navi e riportarli di là subito, ma se il rimpatrio veloce è impossibile, l’Europa non è solidale e i campi straboccano di persone, questa all’insegna della solidarietà e dell’ospitalità è l’unica soluzione. E poi speriamo che passino solo di qua e che vadano tutti dallo scandaloso Sarkozy e nella scandalosa Europa. Quello che sta accadendo è un fenomeno mai visto – ha continuato il governatore del Veneto – un esodo come solo nella Bibbia. E davanti a questo non ha senso prendersela con Maroni; sarebbe come prendersela con Tremonti perché è arrivata la crisi economica mondiale”. Ma con qualcuno è consentito prendersela: “Sono furibondo con l’Europa – ha tagliato corto l’esponente del Carroccio – Se non è in grado di imporre agli Stati un progetto di solidarietà, è meglio se ce ne andiamo”.

Maria Saporito