Processo breve: alla Camera la Costituzione fa ostruzionismo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:27

Sono ore caldissime quelle che i deputati asserragliati a Montecitorio stanno vivendo oggi. In discussione c’è il procedimento sul processo breve, che tiene col fiato sospeso tanto la maggioranza (interessata ad accelerare l’approvazione della norma salva-premier) quanto l’opposizione, impegnata in una strategia ostruzionistica ai limiti del possibile. In un clima da lotta senza quartiere, il Pd ha deciso di impiegare parte del tempo concesso ai suoi rappresentanti in Aula alla lettura di brani della Costituzione: “Utilizzeremo una parte del nostro tempo – ha spiegato il capogruppo, Dario Franceschini, rivolgendosi alla maggioranza – per leggere quegli articoli che voi state calpestando”.

Contro l’amnistia generalizzata – L’ostruzionismo dei democratici nell’Aula di Montecitorio passa per la lettura degli articoli della Costituzione italiana. E’ questa l’ultima mossa messa a punto dall’opposizione che sta tentando di “tirare per le lunghe” le discussioni incentrate sul processo breve. Quando l’Assemblea presieduta da Gianfranco Fini è passata all’analisi del terzo articolo (il più contestato) della normativa, è stato il numero uno dei deputati democratici, Dario Franceschini, a spiegare ai colleghi le intenzioni del suo gruppo. “Siamo arrivati alla trattazione dell’articolo 3 – ha esordito – quello che introduce la cosiddetta ‘prescrizione breve’, e quindi arriviamo al momento massimo in cui vengono calpestate le regole. Introduciamo nel nostro ordinamento un’amnistia generalizzata e tutto questo – ha continuato Franceschini – viene fatto per bloccare il processo Mills, anche a costo di introdurre nel nostro ordinamento una norma che manderà in fumo migliaia di processi contro criminali comuni. Uno schiaffo a chi fa alle istituzioni una domanda di sicurezza e di certezza – ha rincarato il democratico – uno schiaffo in faccia anche ai parenti delle vittime del terremoto dell’Aquila“.

La Costituzione fa ostruzionismo – E ancora: “Si calpesta lo stato di diritto – ha ripreso l’ex segretario del Pd – si calpestano i principi della nostra Costituzione e tutto questo viene fatto in fretta, con la massima urgenza e con i tempi contingentati. Anche per questo – ha spiegato Franceschini – noi utilizzeremo una parte del nostro tempo per leggere gli articoli della Costituzione che con il vostro voto adesso state calpestando”. Da qui la lettura di alcuni articoli della Carta costituzionale, con lo stesso Franceschini che ha recitato in Aula il primo articolo, cedendo poi il microfono al segretario nazionale, Pier Luigi Bersani, che si è dedicato alla lettura dell’articolo 2. A seguire Enrico Letta, con l’articolo 3 (sulla libera circolazione) e il presidente del partito, Rosy Bindi, che ha invece letto l’articolo 4, riportando l’attenzione dei deputati sulla “pari dignità”.

L’auspicio di D’Alema – Ma è stato Massimo D’Alema a suscitare maggiori contestazioni: la lettura dell’articolo 87 (sulla figura e le funzioni del presidente della Repubblica) è stata infatti accompagnata da un suo breve commento: “Meno male che c’è – ha detto il dirigente democratico – dal momento che in questo momento rappresenta l’unico punto di riferimento per i cittadini”. Non solo: “Permettetemi di leggere anche la prima riga dell’articolo successivo – ha continuato D’Alema – Il presidente della Repubblica può, sentiti i loro presidenti, sciogliere le Camere. E più che una lettura – ha concluso caustico l’esponente del Pd – è un auspicio“. Una battuta che ha fatto levare un coro di “buu” dai banchi della maggioranza. A concludere la “maratona costituzionale” messa in atto dal Pd: Giuseppe Fioroni, con la lettura dell’articolo 24 (sulla tutela dei diritti dei cittadini) e Piero Fassino, con la lettura dell’articolo 67 che recita: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.

Maria Saporito

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