Processo breve, Gianni Letta: Giornate amare, incerte e affannose

Processo breve – Il sottosegretario Gianni Letta preoccupato per il processo breve: “Giornate incerte, affanose e amare“. Allarme nel Pdl per possibili assenze strategiche: deputati precettati. Il Pd annuncia battaglia: “Parlamento bloccato sui problemi del premier, ce ne vergogniamo“.

Gianni Letta: “Settimana incandescente” – Quella che si prospetta sarà una settimana incandescente e, particolarmente oggi, sarà una giornata difficile. Alle nostre solite responsabilità in questi giorni aggravate dalla guerra in Libia e dalla questione degli immigrati, si aggiungono queste giornate incerte, affannose e amare“. Gianni Letta non lascia nulla al dubbio. Nelle sue parole l’amarezza di una situazione politica dai toni asprissimi sul tema giustizia.
Gli ultimi dibattimenti nelle scorse settimane hanno infatti provocato bagarre in aula, con lanci di tessere, giornali e insulti da ogni dove.
Farebbe piacere se almeno se la legge in discussione riguardasse i cittadini.

La paura nel Pdl – C’è grande preoccupazione all’interno del Pdl per possibili assenze strategiche di deputati da qui a domani sera, quando Montecitorio dovrebbe dare il via libera al provvedimento. E il gruppo parlamentare in vista del voto. Mario Mantovani, che insieme a Daniela Santanché ha organizzato le truppe azzurre davanti al Tribunale di Milano, ammette che “la situazione è difficile, ma mercoledì andrà tutto bene. Anzi, molti dei nostri sono già partiti alla volta di Roma per essere presenti fin dal primo momento in aula. Siamo convinti di arrivare fino in fondo nei tempi previsti“.

Il Pd: “Daremo battaglia” –
Il Pd annuncia battaglia dentro e fuori il Parlamento: “Daremo battaglia in aula e fuori e non sarà facile per la maggioranza fare l’ennesimo regalo a Berlusconi. Ancora oggi, con tutto quello che succede in Italia e nel mondo il nostro Parlamento è bloccato, come succede ormai da mesi,  sui guai giudiziari del premier. Ce ne vergogniamo un pò e siamo preoccupatissimi che il governo di uno dei Paesi più importanti dell’Unione europea sia diventato per questo presidente del Consiglio un’occupazione di secondo piano“, ricorda il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Alessandro Maran.

 Matteo Oliviero