Bagnasco: Su processo breve e immigrati bisogno di serenità

A meno di una settimana dall’ultimo commento sulla situazione sociale e politica in cui versa l’Italia, l’arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco, torna a commentare l’attualità del governo affrontando i due temi più caldi di queste ore: la discussione parlamentare sul processo breve e la questione dell’immigrazione che continua a tenere banco tra quei partiti che con la presenza degli stranieri – specialmente se poveri o nullatenenti – hanno sempre avuto un rapporto, per così dire, conflittuale.
Venerdì scorso il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) aveva parlato del bisogno di una politica che sappia «riconoscere a ciascuno il suo, il proprio diritto e il proprio dovere», per poi concentrarsi sui limiti del precariato. A tal proposito Bagnasco aveva detto: «Il precariato lavorativo dovrebbe essere solo una fase transitoria perché se per un verso è stato ed è una possibilità ‘meglio che niente’, qualora diventasse stabile non raggiungerebbe lo scopo che si è prefisso».

Serenità e unità d’intenti – Oggi l’arcivescovo di Genova, facendo riferimento sulla bagarre parlamentare che in queste ore tiene banco a Montecitorio dove è in discussione il disegno di legge sul cosiddetto processo breve, ha detto: «E’ necessario un clima di maggiore serenità, altrimenti non si arriva da nessuna parte».
Per quanto riguarda, invece, il problema immigrazione affrontato in maniera becera, quest’oggi, dall’europarlamentare della Lega Nord Francesco Speroni che è arrivato ad auspicare l’utilizzo dei mitra per dissuadere i clandestini dall’approdare sulle coste italiane, Bagnasco ha sostenuto che questa deve essere «l’occasione perché l’Italia abbia una sola voce verso l’Europa», mentre non ha negato che da parte degli altri stati europei bisogna aspettarsi maggiore collaborazione nell’affrontare la problematica.

S. O.