Energia, Ue propone carbon tax su carburanti

Nuove tasse minime (accise) sui carburanti a partire dal 2013, con un periodo di transizione fino al 2023. E’, questa, la direttiva proposta oggi a Bruxelles dalla Commissione europea.

La proposta. Il tutto rilancia la cosiddetta ‘carbon tax’ sui prodotti energetici e interessa i prodotti per riscaldamento, i carburanti per trazione e per la produzione di elettricità in settori non interessati dalla borsa delle emissioni (Ets): trasporti (esclusi marittimi ed aerei internazionali), famiglie, agricoltura e piccole imprese. Le regole in arrivo – si legge in una nota – tengono conto sia delle emissioni di CO2, sia del contenuto energetico dei prodotti, per rispondere ai target Ue su clima ed energia per il 2020. Dalla Commissione europea, invece, per i prossimi anni non prevedono aumenti dei prezzi dei carburanti per i trasporti, anche perché diversi Stati membri hanno una tassazione minima già superiore a quella proposta. Ne è un esemplare esempio il diesel per auto, tassato meno della benzina, anche se è più denso a livello energetico e presenta emissioni più elevate di CO2.

L’Italia. Il nostro Paese, spiega la nota, si trova già oltre la soglia di partenza prevista da Bruxelles e quindi non dovrebbe subire nessun impatto sui prezzi, ma dal 2023 tutti i carburanti dovranno essere tassati con lo stesso criterio. Le norme proposte prevedono possibili esenzioni per le famiglie e settori sensibili, come quello dell’agricoltura. “Ci sono 12 anni a partire da ora per un aggiustamento – ha spiegato Algirdas Semeta, commissario Ue per il Fisco – e per l’industria dell’auto è un periodo ragionevole per reindirizzare le scelte”.

Mauro Sedda