I blogger Vs l’Huffington Post

I blogger contro l’Huffington Post. Se n’è parlato a lungo nei forum su internet e adesso la questione arriva nelle aule giudiziarie. L’Huffington Post, nato quasi sei anni fa, è una delle voci più autorevoli dell’editoria online statunitense. Un’importante testata online che nei mesi scorsi è stata acquistata da AOL per 315 milioni di dollari, cifra finita nelle tasche di Arianna Huffigton, fondatrice insieme a Kenneth Lerer e Johan Peretti. L’ HuffPo, classificato come il blog più letto online dal motore di ricerca Technorati, ha sicuramente avuto molto successo grazie a collaboratori e giornalisti famosi che, solo per un po’ di notorietà, hanno scritto gratuitamente portandolo si piani alti dell’editoria. Jonathan Tasini, per esempio, è un giornalista freelance che ha scritto 250 articoli negli ultimi sei anni e adesso sostiene che non sia stato violato il diritto d’autore, ma la normativa sul marketing negli Stati Uniti perché “si presentano come un forum libero per idee, ma in realtà costruiscono un prodotto con un valore sostanziale”.

Le richieste. I blogger sostengono d’aver contribuito a un terzo del valore nel sito d’informazione, calcolato dunque in 105 milioni di dollari che viene richiesta dai collaboratori come risarcimento. Secondo Tasini, alla base della collaborazione gratuita ci fosse una “promessa implicita” che un giorno ci sarebbe stata una remunerazione per tutto il lavoro svolto. Un’edizione moderna della schiavitù <<Sostanzialmente i blogger del giornale– spiega Tasini – sono stati trasformati in moderni schiavi nella piantagione di Arianna Huffington>>.

La risposta. La replica di Huffington Post è arrivata subito. Il sito online è uno spazio che da molta visibilità e la piattaforma di news ha una redazione di 150 giornalisti pagati: gestiscono un network di circa 9mila blogger, secondo i dati forniti nella documentazione per la class action. <<I nostri blogger – ha spiegato l’HuffPo in una nota – utilizzano la nostra piattaforma per assicurare la diffusione delle proprie idee e moltiplicarne le visualizzazioni. La usano proprio come fanno centinaia di persona che partecipano agli show televisivi, per raggiungere il più ampio pubblico possibile>>.

Daniela Ciranni