MotoGp, il motomondiale sbarcherà in Texas

MotoGP, accordo col Texas – La Dorna ha ufficializzato quello che ormai era certo nel paddock. A partire dal 2013 tutte le tre classi del motomondiale (Moto1, Moto2 e Moto3) avranno nel proprio calendario la gara del Texas sul “Circuit of the AmericasAustin. Un avvenimento importante che rende questo appuntamento ancora più famoso nonostante tutt’ora la pista non esista (i lavori sono iniziati solo l’anno scorso). Ad aggiungere infatti fama a questo evento, oltre al nome del suo ideatore Hermann Tilke, ci ha pensato anche la stessa Formula uno che nel 2012 disputerà il suo Gp degli Stati Uniti proprio qui, segnando il ritorno della massima serie in terra americana dopo il fattaccio di Indianapolis 2005.

Dorna soddisfatta – Un nuovo autodromo in comune tra le due massime espressioni dello sport motoristico, una vera gioia per organizzatori e i vari enti locali. Carmelo Ezpeleta, amministratore delegato di Dorna, si dice davvero soddisfatto della scelta fatta: “È un onore poter ampliare il nostro campionato con il circuito del Texas. Abbiamo mantenuto un rapporto meraviglioso e speciale con Kevin (Schwantz) per 20 anni, discutendo spesso del sogno comune di aumentare la popolarità negli Stati Uniti. Ora ci siamo resi conto della possibilità di cominciare questa nuova avventura insieme. L’accordo decennale è un segno della nostra fiducia e dell’impegno per il futuro successo della MotoGP ad Austin.” Vi sono quindi dei piani a lungo termine con grandi progetti, anche se non mancano già le polemiche.

Problema nazioni – Certamente tale avvenimento porterà un enorme attenzione mediatica globale tra le due e quattro ruote, ma non bisogna però dimenticare che la MotoGp possiede già Indianapolis e Laguna Seca con il suo unico ed emozionante “cavatappi”, ed entrambi i circuiti non vogliono perdere il loro spazio nel calendario. Tre appuntamenti in uno stesso continente sono però davvero troppi, proprio come la Spagna e le sue quattro gare suddivise nell’arco di un solo anno. E’ evidente quindi che bisogna rivedere un attimo i piani, evitando che il mondiale si ritrovi troppo spesso in una unica nazione. Certamente qualcosa verrà cambiato, sperando nella salvaguardia dei nostri Mugello e Misano.

Riccardo Cangini