NewNotizie intervista U’Papun: “Comunichiamo il disagio della società”

U’Papun è una band emergente della Puglia e il suo ultimo lavoro, L’Appapparenza, ha visto un feat. di prima classe con CapaRezza, non solo conterraneo del gruppo, ma anche fautore di un messaggio forte: il disagio della nostra società. Gli U’Papun hanno risposto ad alcune domande fatte dal nostro inviato Mario Petillo, spiegando non solo come sono nati e come vorrebbero inserirsi al meglio in questo mondo, ma anche l’ottimo sodalizio con CapaRezza.

Qual è il messaggio che troviamo dietro L’appapparenza? È giusto vederci una critica all’andamento societario e musicale dei nostri anni?
Il bello de “L’appapparenza” è che non nasconde nulla. Il messaggio è li ,chiaro e conciso, alla portata di tutti senza peli sulla lingua. La semplicità ci sembra il mezzo più funzionale per comunicare questo senso di disagio che invade la nostra società ormai dominata da miti di poco valore. Crediamo che esporre una critica utilizzando le canzoni sia quasi un dovere per dare spunti di riflessione, sopratutto oggi che c’è la possibilità di divulgare la propria musica con un mezzo straordinario come internet.

Come nasce il sodalizio con CapaRezza? C’è un legame da conterranei o anche altro?
Caparezza è un grande sostenitore della musica emergente, sopratutto pugliese, nonché un artista umile e sempre pronto ad uno scambio di idee. Abbiamo pensato a lui per questo brano, non solo perché  siamo pugliesi entrambi, ma anche perché  i suoi testi contengono quella lucidità critica tanto cara al movimento cantautorale degli anni 70. La grandezza di Caparezza sta nel fatto che riesce ad imporsi nelle classifiche senza scendere a compromessi artistici e per questo merita tutta la nostra stima.

Ritenete che il featuring con CapaRezza possa in qualche modo influire positivamente sulla vostra carriera o siete esclusivi artefici del vostro destino?
Certo che influisce positivamente, non possiamo negarlo. Non è facile farsi notare per una band emergente. Devi combattere quotidianamente contro i mulini a vento e avere l’appoggio di un artista noto ti permette di avere una credibilità, che altrimenti non ti darebbero. Però sta di fatto che la canzone sta piacendo e attorno al nostro gruppo si sta creando un interesse che non ci si aspettava. Ora ci tocca non deludere cercando di usufruire al meglio di questa ondata positiva.

Raccontiamo un po’  la storia di U’Papun? Soprattutto spieghiamo cosa significa “U’Papun”?
U’Papun nel nostro dialetto rappresenta l’uomo nero, o comunque un’entità oscura che mette paura. Solitamente lo si nomina per spaventare i bambini. Ci siamo dati questo nome perché rappresentasse al meglio il nostro modo di fare spettacolo e sopratutto perché la nostra musica è molto legata alla tradizione, anche se spesso la stravolge. Ci siamo uniti nel 2005 e si è creata da subito una buona energia. Abbiamo affrontato un lungo e difficile percorso partecipando ad una serie di manifestazioni per collaudare il nostro show. Sinceramente abbiamo avuto un po’ di difficoltà a trovare un’etichetta e una produzione che ci andassero a genio, ma l’attesa è stata ripagata. Il nostro incontro con la Justplaymusic (produzione) e la Volume! Records (etichetta) sembra quasi un premio per aver saputo attendere. Con loro abbiamo intrapreso non solo un rapporto professionale, ma anche di sincera amicizia e stima.

Progetti per il futuro o comunque obiettivi prefissati?
Prima di tutto siamo prontissimi per portare in giro lo spettacolo live di FIORI INNOCENTI e poi stiamo fremendo per metterci a lavorare da subito ad un altro album. Fiori innocenti rappresenta la nostra prima fase del lavoro, ma ora siamo pronti ad intraprendere un nuovo percorso che ci rappresenti sempre meglio.

Mario Petillo