Processo breve: la lunga notte alla Camera

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:55

Si è conclusa poco prima di mezzanotte la seduta notturna alla Camera dove i deputati sono stati impegnati nell’analisi del discusso ddl sul “processo breve”. La giornata appena trascorsa è stata segnata da un pressante ostruzionismo da parte dell’opposizione che è riuscita a rallentare i tempi, consentendo il voto di soli 2 emendamenti. Circa 180 sono quelli che restano ancora da esaminare nella lunga giornata parlamentare di oggi che si aprirà intorno alle 9.30 per concludersi presumibilmente in serata (alle 20.00 è previsto l’avvio della votazione finale). Intanto tra gli interventi di ieri da segnalare, c’è sicuramente quello del Guardasigilli Angelino Alfano, che ha minimizzato sull’impatto della norma proposta in Aula: “I processi penali a rischio per effetto del processo breve – ha spiegato – sono solo lo 0,2%“. “Se l’impatto è così modesto – ha subito replicato Pier Ferdinando Casini – ci spiega perché state bloccando il Parlamento da settimane su una cosa del tutto inutile?”.

Maratona parlamentare – Alle 23.45 è toccato a Rosy Bindi, vicepresidente della Camera, comunicare ai deputati presenti in Aula la sospensione dei lavori e la ripresa degli stessi la mattina successiva alle ore 9,30. Poco prima di mezzanotte, dunque, si è posto fine a una lunga maratona parlamentare incardinata sulla discussione degli emendamenti che riguardano il “processo breve”. A conclusione della giornata, il “bottino” portato a casa dalla maggioranza è risultato assai magro: solo 2 emendamenti sono stati votati e circa 180 sono quelli che dovranno essere esaminati e votati nella giornata di oggi per consentire di avviare la votazione finale sulla norma intorno alle ore 20,00. Se il provvedimento venisse approvato alla Camera, dovrebbe quindi tornare al Senato per l’ok definitivo.

Ostruzionismo ad oltranza – Intanto la giornata di ieri è stata caratterizzata – come prevedibile – da un ostruzionismo serrato da parte dell’opposizione. I big del Pd hanno scelto di leggere alcuni articoli della Costituzione e,  nonostante l’annuncio (intorno alle ore 22,00) di Gianfranco Fini sull’esaurimento dei tempi per gli interventi personali consentiti all’opposizione, la sua vice Rosy Bindi – subentrata nella “conduzione” dell’Assemblea nel rush finale – ha autorizzato un ulteriore ampliamento di circa 15 secondi per ciascun deputato dell’opposizione. Una decisione fortemente contestata dalla maggioranza, ma che rende bene il senso della strategia che l’opposizione sta mettendo in campo per rallentare quanto più possibile l’esame e l’approvazione della legge.

Alfano minimizza sull’effetto della norma – Nella lunga maratona parlamentare di ieri, uno degli interventi più ascoltati è stato sicuramente quello di Angelino Alfano. “Su 3 milioni 290 mila processi in corso in tutti i gradi di giudizio – ha detto il ministro – i processi penali a rischio per effetto del processo breve sono solo lo 0,2%. Circa 100 mila delle prescrizioni attuali avvengono già in fase di indagini preliminari con richiesta al Gip. In altre parole – ha continuato il Guardasigilli – la maggior parte delle prescrizioni si consuma già in fase di indagine, prima del dibattimento per una selezione di gravità dei reati operata dai pm. La domanda quindi dovrebbe essere – ha concluso Alfano – non quanti sono i processi a rischio prescrizione ma quanti di questi processi a rischio prescrizione non si sarebbero prescritti se il Parlamento non approvasse la norma”. Un’analisi che non ha convinto i deputati dell’opposizione. Primo tra tutti il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini: “Se l’impatto è così modesto – ha replicato il centrista ad Alfano – ci spiega perché state bloccando il Parlamento da settimane su una cosa del tutto inutile o forse utile solo a qualcuno e non al Paese e ai cittadini italiani?”.

Maria Saporito

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