Zaia torna alla carica: Boicottiamo i prodotti francesi

Una cosa è certa: nel vuoto pneumatico delle dichiarazioni firmate dai pidiellini sull’emergenza immigrati, è la Lega Nord a farla da padrona. Dopo le “intemperanze” di Roberto Maroni (“Usciamo dall’Ue”), di Roberto Calderoli (“Ritiriamo le truppe dal Libano”) e di Roberto Castelli (“Legittimo armarsi contro i migranti in rivolta”), il governatore del Veneto, Luca Zaia, è ieri tornato sullo spinoso problema, rilanciando una proposta tesa a colpire la Francia. Da “euro-arrabbiato” come si è autodefinito, l’ex ministro dell’Agricoltura ha infatti invitato a boicottare i prodotti d’oltralpe perché, ha spiegato: “Bisogna dare un segnale importante alla Francia e all’Europa”. Un segnale muscolare, volto a denunciare “l’autentica porcheria” perpetuata dall’Ue in questo delicato frangente.

Zaia contro Sarkozy – Vendetta, tremenda vendetta. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, non si dà pace. Il rifiuto d’aiuto da parte dell’Unione europea nella gestione degli immigrati giunti in Italia dal Nord Africa, ha mandato in fumo il progetto di favorirne il trasferimento negli altri Paesi comunitari e, dunque, imposto una nuova rivalutazione del problema. Una “scortesia”, quella dell’Ue, che ha fatto saltare i nervi a molti leghisti, ma che all’ex responsabile dell’Agricoltura ha suggerito di rispolverare una vecchia idea. “Boicottiamo i prodotti francesi – ha detto ieri il governatore, a conclusione della Giunta regionale – Sono stato il primo a lanciare la proposta e il meno 66% nel consumo di champagne lo considero un grande merito. Boicottare i prodotti francesi significa dire che non esiste un’oasi di pace al di là della frontiera di Ventimiglia. E spero che tutti i clandestini – ha rincarato Zaia – si ritrovino sotto casa di Sarkozy, dandogli una lezione, visto che in molti arrivano in Italia solo per passare in Francia”.

La proposta dell’euro-arrabbiato – “Bisogna dare un segnale importante alla Francia e all’Europa – ha continuato il presidente del Veneto – valutando seriamente la possibilità di uscire, da Stato fondatore, dall’Unione Europea. Non sono euro-scettico, ma euro-arrabbiato perché l’Europa ha perso in questa occasione la possibilità di dimostrare il suo valore come entità politica: se serve solo per proteggere gli ogm, è meglio chiamarsene fuori. Quella a cui stiamo assistendo oggi – ha affondato l’esponente del Carroccio – è un’autentica porcheria“. E giù con la severa critica all’indirizzo dell’istituzione internazionale: “L’Europa – ha denunciato il governatore – non riesce a muoversi davanti ai suoi Stati membri, non riuscendo ad essere cassa di compensazione né dando coordinamento, e scaricando il fenomeno migratorio direttamente sull’Italia, non mostra coerenza e non rispetta gli accordi”. E ancora: “L’Europa è un grande parlatorio dove non si conclude mai nulla – ha tagliato corto Zaia – I progetti di rinazionalizzazione prospettati in questi ultimi giorni mi attirano sempre più”.

Maria Saporito