Domenico Scilipoti: “munnizza” o risorsa?

Il deputato Domenico Scilipoti appare sempre più “ingolosito” dalla notorietà. Nella convulsa giornata di ieri, culminata con il disco verde accordato dalla Camera al “processo breve”, l’ex dipietrista ha più volte attirato l’attenzione su di sé. Il motivo? La difficoltà a votare in Aula con il sistema delle impronte digitali. Una difficoltà sottolineata dal presidente della Camera di turno, Rosy Bindi, e accompagnata dai cori ingenerosi levatisi dai banchi dell’Idv. “Munnizza“: hanno gridato ieri i diepietristi all’ex compagno di partito, il quale ha oggi replicato: “Mi chiamano ‘munnizza’ ma io sono una risorsa per il governo e meno male che il governo l’ha trovata”.

Una votazione difficile – Non è stato facile esprimere il proprio voto attraverso il nuovo sistema delle impronti digitali. Almeno per il “responsabile” Domenico Scilpoti, colto ieri in grande difficoltà mentre tentava di dire la sua sul “processo breve“. L’ex esponente dell’Idv ha più volte attirato l’attenzione dell’emiciclo su di sé, suscitando l’ilarità (amara) del presidente di turno, Rosy Bindi, che ha puntualmente sottolineato la “fatica” scilipotiana. “Il deputato Domenico Scilipoti non riesce a votare”: ha ripetutamente denunciato la democratica, suscitando un commento colorito da parte dei parlamentari dell’Idv. “Munnizza“: hanno urlato i dipietristi all’ex compagno di partito, dando vita all’ennesima bagarre.

Il consiglio di Menia – A metterci il “carico” ci ha pensato il finiano Roberto Menia: “Per economia di tempo – ha detto – rilevando che spesso non funziona la postazione dell’onorevole Scilipoti, come quella dell’onorevole Siliquini, la mia proposta di trasferirli direttamente ai banchi del governo è assolutamente funzionale. Precederemmo di qualche giorno – ha affondato – il pagamento anticipato”. Una provocazione premiata dagli applausi di tutta l’opposizione. Ma il diretto interessato non ci sta e, interpellato oggi sull’argomento, ha fornito la sua personale visione delle cose: “Il vocabolo che loro utilizzano – ha notato Scilipoti – significa risorsa e meno male che il governo Berlusconi abbia trovato anche questa risorsa di Scilipoti e che possa andare avanti nell’interesse del Paese”.

La condanna dell’odio – “L’odio è quello che hanno negli occhi e nel cuore – ha continuato il “responsabile” riferendosi agli ex colleghi di partito – e usano un linguaggio che non dovrebbe essere parlato né dentro la Camera né fuori. Quando mi sono accorto che, all’interno del movimento in cui sono stato diversi anni, l’unico obiettivo era creare danni a qualcuno e non avere nessun interesse per il Paese – ha spiegato Scilipoti – ho cercato di ribellarmi in tutti i modi e ho cercato di portarli sulla buona strada e sulla riflessione. Alla fine ho dovuto dare, con grande forza e coraggio, un’assestata a quel che stava succedendo, perché – ha aggiunto il deputato “responsabile” – il rischio che il Paese correva e potrà correre è veramente grave se dovessero andare al governo coloro che parlano un linguaggio di odio“. Una vera rivoluzione copernicana.

Maria Saporito