Emilio Fede e il bunga bunga: i giornalisti del Tg4 contro il direttore

Bunga e bunga e guai. All’indomani della pubblicazione sul quotidiano ‘Repubblica’ delle confessioni “nauseanti” di Ambra Battilana e Chiara Danese, le due ragazze “belle come bignè” e aspiranti “meteorine” che il 22 agosto del 2010, appena maggiorenni, sono state invitate da Emilio Fede nella residenza del presidente del Consiglio, anche il Tg4 fa terra bruciata attorno al direttore e chiede i dovuti chiarimenti in merito alla vicenda che lo vede protagonista in negativo.

La difesa di Fede. Nessun effetto sembra aver sortito l’autodifesa del direttore, che ha addirittura querelato per calunnia le due ragazze. “Nessuna promessa di diventare meteorinaNessun palpeggiamento: non ho mai toccato nessuno in vita mia. Ma vi pare possibile – ha spiegato Fede al quotidiano “la Repubblica” – che io possa fare una cosa del genere. E’ vergognoso. Per questo ho querelato per calunnia quelle due ragazze. Mi pongo però una domanda. Come è possibile che dopo cinque mesi due persone decidono spontaneamente di presentarsi ai giudici per una dichiarazione spontanea, proprio il giorno prima del voto della Camera sul processo breve, rivolgendosi ad un avvocato donna, parlamentare di Italia dei Valori? Ciascuno è libero di dare la risposta che crede”.

Tg4, la redazione contro il direttore. Adesso è troppo, devono aver pensato i giornalisti del Tg4, che prendono le distanze da Fede. Dopo l’episodio di ieri il Cdr ha persino deciso di diramare un comunicato stampa: “Il Cdr, a nome di tutta la redazione, esprime il proprio sgomento e imbarazzo per le notizie pubblicate oggi da alcuni giornali in merito a presunte avance denunciate da due ragazze che hanno fatto provini per condurre la rubrica del meteo al Tg4 – si legge nella nota – Uno scenario, quello che emerge dalle dichiarazioni raccolte dai magistrati, che suscita un profondo senso di amarezza perché descrive situazioni che, se comprovate, risulterebbero così lontane dal rigore morale e professionale che ha sempre contraddistinto la redazione del Tg4. Chiediamo al direttore di fare immediatamente chiarezza sulla sua posizione in questa vicenda”. “Fermo restando il principio costituzionale della presunzione d’innocenza – continuano i giornalisti del Tg4 – auspichiamo che i processi si svolgano nelle sedi competenti e non sui giornali senza possibilità di contraddittorio. In attesa che la magistratura faccia il suo corso chiediamo all’azienda di tutelare il buon nome della testata e delle persone che lavorano al Tg4, facendosi garante davanti all’opinione pubblica che nessuno (al Tg4-Sipario e Meteo) abbia ottenuto contratti di collaborazione in cambio di prestazioni di natura extra-professionale“. E ancora: “Chiediamo un gesto chiaro e forte affinché si interrompa il silenzio sulla situazione al Tg4, in particolare all’azienda, cui avevamo chiesto, in data 5 aprile, un incontro urgente senza ricevere risposta alcuna”, conclude il comunicato.

Raffaele Emiliano