Gemelline, testimone: Schepp trascinava una valigia sulla spiaggia. Si teme il peggio

Sale l’apprensione per le sorti di Alessia e Livia Schepp, le gemelline svizzere di sei anni scomparse il 30 gennaio scorso dopo essere state prelevate dal padre Matthias, ingegnere della Philip Morris. L’uomo, che fece perdere le proprie tracce nei giorni successivi, venne poi ritrovato morto nella stazione ferroviaria di Cerignola, in provincia di Foggia, dove si suicidò gettandosi sotto un treno in transito.
In queste ore una vasta operazione, diretta dagli inquirenti elvetici a cui partecipano circa centoquaranta persone e numerose unità cinofile, mira a fare luce sull’ultima testimonianza fornita lo scorso 6 aprile da un uomo che ha raccontato di aver visto un uomo trascinare una valigia nei pressi del ruscello Boiron, corso d’acqua situato tra Morges e St-Prex, nel cantone svizzero di Vaud.
Il timore di tutti è che Matthias Schepp abbia potuto realizzare davvero ciò che egli stesso comunicò in una lettera indirizzata alla ex moglie Irina Lucidi: il padre delle gemelline dichiarò di aver ucciso le figlie perché incapace di accettare la fine del matrimonio e il mancato affidamento delle bimbe.

La speranza della mamma – Nel corso di questi due mesi e mezzo a colpire tutti coloro che hanno seguito l’evolversi della vicenda è stato il coraggio e la forza con cui Irina Lucidi ha affrontato il dramma. La donna si è sempre dichiarata fiduciosa che questa terribile agonia possa finire con il ritrovamento di Alessia e Livia in buone condizioni. La signora Lucidi ha sempre esternato la sensazione secondo cui il padre delle bimbe non avrebbe mai potuto torcere loro un capello, proprio perché le aveva sempre amate. Adesso, però, con il passare dei minuti, nell’attesa che dagli inquirenti vengano fornite le risposte su questo ennesimo sopralluogo, l’angoscia prende il sopravvento. La solidarietà a mamma Irina arriva da tutta la comunità – più di quarantottomila utenti – che si è formata sul social network Facebook e che ha aderito al gruppo Missing Alessia & Livia: numerosi i messaggi che continuano a essere pubblicati sulla bacheca virtuale, tutti atti a esprimere vicinanza alla donna e ai suoi familiari.
Nella speranza che si tratti soltanto di un falso allarme.

Simone Olivelli