Immigrati: Maroni rilancia la sospensione di Schengen

Continua la confusione sui permessi di soggiorno temporaneo targati Italia. Nonostante il “niet” anticipato lunedì scorso dai colleghi europei, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è tornato ieri a evidenziare la validità del documento che consentirà – a suo dire – la libera circolazione dei migranti (giunti in Italia prima del 5 aprile) negli altri Paesi Ue. “Se non li vogliono far entrare – ha scandito il titolare del Viminale – devono sospendere Schengen“.  Intanto ieri, a conclusione del Cdm, anche il premier Silvio Berlusconi è tornato sull’argomento immigrazione: “I rimpatri – ha riferito – proseguono con due voli al giorno verso 10 diversi aeroporti della Tunisia. Abbiamo ribadito con Barroso che il governo si deve impegnare nel controllo delle coste: se intercettano barche con immigrati e le segnalano alla Marina militare tunisina – ha concluso Berlusconi – li deve riportare nel porto più vicino”.

Maroni e il nodo Schengen – Sembra un braccio di ferro destinato a non finire mai quello che tiene impegnati l’Italia e il resto dell’Europa. A conclusione del Cdm – convocato ieri in orario irrituale, per consentire ai ministri-deputati di presenziare alla “maratona” sul “processo breve” – il responsabile dell’Interno, Roberto Maroni, è tornato a parlare dello spinoso problema che riguarda il futuro dei migranti giunti in Italia. “Stiamo accelerando la stampa dei documenti con fotografie e impronte digitali – ha dichiarato il leghista – Sono documenti validi per circolare nell’area Schengen”. E a chi gli ha fatto notare che Francia, Belgio e Germania stanno già mettendo a punto le contromisure: “Che questi Paesi mostrino i muscoli – ha osservato il ministro – dimostra proprio che i tunisini possono circolare nel territorio dell’Unione Europea. Se non li vogliono far entrare, devono sospendere Schengen“.

Verso la chiusura dei rubinetti – Non solo: “In Consiglio dei ministri – ha continuato l’esponente del Carroccio – ho illustrato la situazione dell’accordo con la Tunisia, che è soddisfacente, perché i rimpatri proseguono secondo programma. Insieme all’intesa in sede Frontex per il pattugliamento congiunto europeo delle coste nordafricane, si può dire che si va verso la chiusura del ‘rubinetto’“. E cauto ottimismo ha mostrato anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: “E’ stato detto da Barroso con grande chiarezza – ha spiegato il premier – che l’Europa è pronta ad aiutare l’economia della Tunisia, ma lo farà soltanto se si impegnerà a contenere quello che fino a oggi è stato uno tsumani vero e proprio. Abbiamo ricevuto i cosiddetti migranti economici, che sono ormai circa trentamila”.

Rimpatri OK – Quanto ai rimpatri, Berlusconi ha assicurato che tutto procede secondo gli accordi siglati: “I rimpatri – ha detto – proseguono con due voli al giorno verso dieci diversi aeroporti della Tunisia e impegnano un numero di militari superiore alle persone che rimpatriamo per le resistenze degli immigrati a rientrare. Abbiamo ribadito con Barroso che il governo si deve impegnare nel controllo delle coste e deve rispondere con la Marina militare alle indicazioni delle navi che noi abbiamo inviato: se intercettano barche con immigrati e le segnalano alla Marina militare tunisina – ha spiegato il Cavaliere – li deve riportare nel porto più vicino. Contiamo molto sulla dissuasione. Attraverso le principali televisoni tunisine – ha aggiunto – facciamo sapere a tutti che da qui in avanti chi verrà in Italia sarà rimpatriato”.

La difesa del Carrocccio – Incalzato poi sull’atteggiamento della Lega, che da più parti ha mostrato scarsa disponibilità all’accoglienza dei migranti giunti nel nostro Paese: “La Lega – ha replicato Berlusconi – ha dato una grande disponibilità, il ministro Maroni è in azione giorno e notte e anche le Regioni che hanno un governatore della Lega si sono rese disponibili a offrire un’accoglienza congrua ai migranti. Naturalmente il principio è che tutti quelli che arrivano – ha precisato il presidente del Consiglio – bisognerà rimandarli indietro”.

Maria Saporito