Merloni, i lavoratori: Tardiva la posizione assunta dai sindacati

Il Comitato dei Lavoratori dello stabilimento di Colle di Nocera Umbra, in riferimento all’ultima assemblea di fabbrica, ritiene “positiva” ma purtroppo “tardiva” la posizione assunta dai sindacati nei confronti delle Istituzioni Regionali. Ai tavoli delle trattative della vertenza Merloni, spiegano dallo stesso comitato, i sindacati erano presenti anche se ora cercano, di fronte ai lavoratori, di prenderne le distanze denunciando la mancanza di coinvolgimento da parte delle Istituzioni Regionali. Alla luce di quanto affermato nella nota dei lavoratori dello stabilimento umbro, che porta la firma del portavoce Gianluca Tofi, questo è solo un modo per sottrarsi alle proprie responsabilità. “Gli stessi sindacati – infatti – già da tempo, con vari Consiglieri Regionali, stanno promuovendo iniziative volte a ridisegnare la parte produttiva di un intero territorio, dando – dunque – per scontata la morte del sito produttivo di Colle di Nocera Umbra”.

Richieste rigettate. Il Comitato dei Lavoratori ricorda, inoltre, che, lo scorso settembre, ha presentato in assemblea a tutti i lavoratori e sindacati un documento per la salvaguardia ed il mantenimento del sito produttivo di Nocera Umbra, successivamente consegnato al Presidente del Consiglio della Regione Umbra ed a tutti i membri del Consiglio, documento accompagnato da una petizione con la richiesta di un Consiglio Regionale straordinario sulla vertenza Merloni e da lì l’impegno vincolante da parte del Governo della Regione Umbria per il mantenimento e la prosecuzione in continuità del suddetto stabilimento di Nocera Umbra. Queste richieste, però, fanno sapere dal comitato, “non sono state mai accolte”, né dalle Istituzioni né tantomeno dai sindacati, perché, evidentemente, il percorso da loro intrapreso era tutt’ altro, “una ricerca di piccoli imprenditori e frazionamento dell’immobile”, ossia la fase B dell’Accordo di Programma, cioè una gestione dei milioni di euro messi a disposizione dal Governo Nazionale e inseriti nell’Accordo stesso, firmato il 20 marzo 2010, “senza alcuna garanzia per quanto riguarda i livelli occupazionali”.

Rispettare accordi. Il Comitato dei lavoratori dello stabilimento umbro, ricordando che la recente apertura delle buste contenenti le due proposte di interesse per l’intero perimetro Umbro-Marchigiano ha palesato la mancanza della fideiussione richiesta dai Commissari, chiede, ancora una volta, alle Istituzioni della Regione Umbria ed al Governo Nazionale di “mantenere e rispettare gli accordi presi con le due società interessate – l’iraniana Mmd e la cinese della G8 del gruppo ZeroWatt – ed assicurare loro tutte le necessarie garanzie per far sì che le proposte si concretizzino in una cessione in continuità, in modo da non ritrovarsi alla data ultima fissata dai Commissari senza alcuna cauzione da parte delle due società”. Se ciò dovesse accadere, ribadiscono dal comitato, “porterebbe a scenari devastanti per l’economia dell’intero territorio, con conseguenti ripercussioni per l’intera regione”.

Mauro Sedda