Vescovi contro prescrizione breve: fallimento dello Stato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:01

Il quotidiano Avvenire. La nuova legge sulla prescrizione in tempi brevi dei procedimenti giudiziari approvata ieri alla Camera, qualche nemico oltre i “comunisti” che agitano l’opinione pubblica, lo ha. Un nemico illustre e generalmente corteggiato dai partiti di destra, dato che a quanto pare in ambienti episcopali non si vede di buon occhio il martoriamento ad personam della Giustizia italiana. Avvenire, il quotidiano ufficiale della Conferenza episcopale italiana, oggi scrive in termini poco lusinghieri a proposito del provvedimento definito comunemente “processo breve”. A rendere appariscente la posizione del giornale, un editoriale dal titolo che la dice lunga: ”Ma non chiamatelo processo breve”, a firma di Danilo Paolini. La legge in discussione questi giorni, secondo Paolini, “non scioglierà i nodi della questione giudiziaria italiana”. Il termine stesso di processo breve, con cui il Pdl e l’attuale governo hanno da tempo sdoganato in pubblico questa legge, è messo in discussione dall’Avvenire.

Fallimento dello Stato. Si sono accorti anche in ambienti ecclesiastici, evidentemente, che non si tratta di un disegno di legge che voglia procedere verso una maggior trasparenza o uno snellimento della lenta macchina della Giustizia italiana. I processi dureranno lo stesso tempo, con la differenza che quando “non si fa in tempo”, tutto decade e va in prescrizione, secondo l’opinione che ieri è stata considerata la più ragionevole in sede di voto alla Camera: 314 sono stati i sì, 296 i no ottenuti. Secondo il giornale della Conferenza Episcopale Italiana, insomma, la Giustizia in Italia non diventerà più rapida grazie a questo tipo di legge: ”Non servirà ad abbreviare i tempi dei processi ma solo a prendere atto del fallimento di uno Stato che non riesce a garantire una sentenza definitiva in tempi ragionevoli. Ma questa è la radiografia del male, non la cura”. Parlare di fallimento dello Stato, anche se solo in termini di presa d’atto e mancata soluzione, è evidentemente la cartina al tornasole di come anche la Chiesa si stia rendendo conto dei “tempora” che lo Stato sta passando.

Sandra Korshenrich

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