Yara: lo strano suicidio del brigadiere Gambirasio è solo una coincidenza

Trenta chilometri di distanza, ventiquattro ore tra un evento e l’altro, lo stesso cognome. Nelle indagini sulla morte di Yara Gambirasio, la tredicenne trovata morta a Chignolo d’Isola lo scorso 26 febbraio dopo essere scomparsa esattamente tre mesi prima, sembrano essere ancora lontane dalla soluzione del giallo. In questa vicenda, come in qualsiasi mistero che si rispetti, il caso beffardamente gioca la sua parte contribuendo a creare equivoci e grovigli anche quando non avrebbero motivo di esistere. O almeno così pare.
Nell’ambito dell’omicidio che ha scosso l’intera comunità di Brembate di Sopra a far discutere è stata, per diverse settimane, una particolare coincidenza. Il 25 novembre, ovvero il giorno precedente a quello in cui Yara venne rapita, a Zogno, paese situato trenta chilometri a nord di Brembate, un brigadiere si suicidò sparandosi un colpo di pistola: il suo nome era Pierluigi Gambirasio.
Ma come ampiamente chiarito dagli inquirenti, tra i due fatti intercorrerebbe solo un caso di omonimia. Tuttavia anche la tragedia della caserma di Zogno è avvolta nel mistero: in questi giorni, infatti, prende piede l’ipotesi di istigazione al suicidio.

Una figura di valore nell’Arma – La tragica fine di Pierluigi Gambirasio, 53 anni, ha lasciato di stucco tutti coloro che lo conobbero. Da anni impegnato nel Nucleo Operativo dei Carabinieri, il valore del militare era ampiamente riconosciuto dai colleghi: impegnato nelle indagini investigative sui traffici di stupefacenti, Gambirasio era uno che sapeva il fatto suo. A distanza di quasi cinque mesi dal suicidio, però, non è ancora tutto chiaro. La procura di Bergamo ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio e la sensazione è che non si tratti soltanto di una prassi investigativa ma che possano esserci dei sospetti fondati sulla dinamica dei fatti e sui motivi per cui il brigadiere, che a quanto pare aveva poco tempo prima espresso il desiderio di convolare a nozze, si sia tolto la vita.
Il destino vuole che la titolare di questa inchiesta sia Letizia Ruggeri, lo stesso magistrato che si occupa dell’omicidio della piccola Yara. Questa la dichiarazione rilasciata dal pm in merito al suicidio di Zogno: «Il fascicolo non è chiuso perché ci sono alcune circostanze da verificare».

Simone Olivelli