L’allarme di Bankitalia: Crescita c’è, ma senza occupazione

Nuovo campanello d’allarme. La crescita c’è, ma “l’occupazione non riparte“. E’ questo l’allarme lanciato dalla Banca d’Italia, che nel suo ultimo ‘bollettino economico‘ rileva “livelli produttivi distanti da quelli precedenti l’avvio della recessione e un’incidenza ancora elevata degli occupati in Cassa integrazione”, fattore che ostacola il ritorno “alla crescita dell’occupazione”. “Dopo un lieve incremento nel quarto trimestre del 2010, il numero degli occupati – spiega Bankitalia – è ripiegato nel primo bimestre di quest’anno sui livelli minimi dell’estate scorsa. Sono tornate a crescere le assunzioni con contratti flessibili e a tempo parziale; è proseguita la contrazione delle posizioni permanenti a tempo pieno”.

Cresce la disoccupazione. “Il tasso di disoccupazione rimane stabile sui valori medi dello scorso anno – si legge nel bollettino – mentre sono aumentate l’incidenza dei disoccupati di lungo periodo e la disoccupazione giovanile“. Nel quarto trimestre 2010, infatti, “il numero delle persone in cerca di occupazione da oltre dodici mesi è aumentato del 7,4% (73mila persone), giungendo a rappresentare circa la metà di coloro che cercano lavoro”. Negli ultimi tre mesi dell’anno scorso, sottolinea la Banca d’Italia, “il tasso di occupazione si è attestato su livelli lievemente inferiori a quelli dell’anno precedente, al 57%. È ulteriormente cresciuto il numero dei disoccupati (1,6% rispetto a un anno prima, 35mila persone) e degli inattivi (0,4%, 65mila persone). Il numero di persone che non cercano un’occupazione – si legge ancora – perché ritengono di non riuscire a trovarla (i cosiddetti scoraggiati) si è ulteriormente ampliato (6,5%, 92mila persone)”. “Secondo stime preliminari sul quarto trimestre 2010 – aggiunge Bankitalia – una misura del grado di sottoutilizzo dell’offerta di lavoro, che includa oltre ai disoccupati anche gli occupati in Cig e le persone che scoraggiate cercano un impiego con minore intensità, si collocherebbe oltre 2 punti percentuali al di sopra del tasso di disoccupazione”.

Male la fiducia dei consumatori. “Restano improntati alla prudenza i comportamenti di spesa delle famiglie, influenzati dalle condizioni del mercato del lavoro e dall’andamento del reddito disponibile, nel 2010 ancora diminuito in termini reali”, sottolinea il bollettino. “La dinamica dei consumi, tornata positiva lo scorso anno, non si sarebbe intensificata nei mesi più recenti, secondo le indicazioni provenienti dall’andamento delle vendite al dettaglio, scese in gennaio, e dal clima di fiducia dei consumatori, il cui graduale miglioramento si è interrotto agli inizi del 2011. Anche le attese sulla crescita dei prezzi – conclude Bankitalia – sono lievemente peggiorate, in linea con l’andamento corrente dell’inflazione”.