Dati Bankitalia, Cgil e Cisl: “Occupazione in uno stato critico”

“L’occupazione in Italia versa in uno stato critico”. Sono le parole del segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, che commenta così i dati resi noti da Bankitalia. “Il governo nel Def – prosegue – fa una proiezione fino al 2013 in cui questo trend non cambia: il tasso di occupazione resterà sensibilmente più basso del 2008, cioè con centinaia di migliaia di posti che continueranno a mancare. E con un ulteriore peggioramento della qualità dell’occupazione”. Quella di Fammoni è la fotografia dei problemi reali che, dice preoccupato, non sono affrontati”. In questo modo, conclude, “il Paese continuerà a declinare ed a scaricare sul lavoro conseguenze gravissime”.

L’allarme della Cisl. “I dati sul permanere di una forte criticità dell’occupazione in Italia, diffusi oggi dal Bollettino Economico della Banca d’Italia, confermano che la ripresa produttiva ed economica è lenta e non riesce ad innescare il processo, da tutti atteso, di crescita occupazionale”. Lo si legge nella nota del segretario generale aggiunto della Cisl, Giorgio Santini. Una situazione decisamente allarmante, soprattutto se si pensa che “circa metà dei disoccupati in Italia è in cerca di lavoro da almeno un anno – spiega Santini – e che le persone inattive sono in aumento”. Il tutto rende ancor “più urgente la conclusione dell’accordo quadro tra Governo, Regioni e parti sociali, che possa permettere non solo il rinnovo degli ammortizzatori in deroga, ma soprattutto il rafforzamento e l’estensione, regione per regione, delle politiche attive del lavoro, attraverso percorsi di formazione, riqualificazione, incontro domanda/offerta che porti al reimpiego delle centinaia di migliaia di lavoratori in cassa integrazione”.

I giovani. Un problema sempre più radicato è quello della disoccupazione giovanile. Per Giorgio Santini, “appare sempre più urgente una riforma dell’apprendistato professionalizzante, caratterizzata da una forte incentivazione come contratto di primo lavoro e da una modalità più semplificata che favorisca l’efficacia della formazione, per incrociare meglio le competenze dei giovani con i fabbisogni occupazionali delle imprese”. Inoltre, nelle aree di più forte disoccupazione, il Mezzogiorno per esempio, “va introdotto il credito d’imposta sulle nuove assunzioni, utilizzando parte delle risorse dei Fondi Europei ad oggi non impegnate e va migliorato il contratto d’inserimento, superando i vincoli europei che danneggiano l’occupazione femminile”.

Mauro Sedda