Denunciato infermiere: non cambia pannolone e flebo ai pazienti

Denunciato infermiere all’ospedale di Bologna. Non avrebbe assistito due anziane pazienti ricoverate all’ospedale S.Orsola Malpighi di Bologna, nonostante le ripetute richieste da parte dei malati ricoverati in medicina d’urgenza. In un’occasione si sarebbe rifiutato di sostituire la flebo, mentre in un altro caso di cambiare il pannolone ad un’anziana, che sarebbe rimasta “bagnata” tutta la notte. Questa la condotta che ha portato un infermiere di 42 anni ad essere condannato dal tribunale di Bologna a 4 mesi (pena sospesa) per il reato di omissione di atti d’ufficio. I fatti risalgono alla notte tra il 21 e il 22 giugno 2005. La vicenda arrivò alle orecchie della Procura su segnalazione dello stesso policlinico, anche perché quello stesso infermiere aveva già subito un procedimento disciplinare per un altro fatto di diversa natura ed era stato spostato in un laboratorio non a contatto con i pazienti.

La ricostruzione dei fatti di quella notte. L’uomo aveva tentato di difendersi spiegando che le difficoltà nell’assistenza furono determinate dall’alto numero di pazienti a cui doveva prestare aiuto quella notte e dunque per lui era impossibile riuscire a rispondere a tutte le richieste. Dalla ricostruzione dei fatti sarebbe poi emersa una versione diversa. Secondo l’accusa, l’intervento dell’infermiere fu sollecitato più volte attraverso il segnale di chiamata del personale da due pazienti anziani ricoverati nel reparto medicina d’urgenza del policlinico bolognese. L’assistenza era stata richiesta per sostituire l’ago di una flebo e per cambiare un presidio. Il condannato, secondo quanto determinato dai giudici, nel primo caso rimandò la pratica di assistenza all’infermiere del turno successivo e nel secondo negò il suo intervento, aggiungendo anche una frase giudicata odiosa dall’accusa, viste le circostanze e l’età della paziente da cui arrivava la richiesta: “Se hai pipì fattela addosso”.

Atto grave e pericoloso. Quanto alle negligenze e scortesie della notte di quell’estate, le pazienti “maltrattate” ne avevano prontamente informato la caposala. Durante il processo è stata sentito anche il primario, che ha definito grave e pericoloso il mancato cambio della flebo.

Adriana Ruggeri