Lombardia: firme false alle regionali, indagati 10 consiglieri del Pdl

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:22

Sarebbero oltre 700 le firme false che hanno contribuito a far vincere la lista del governatore lombardo, Roberto Formigoni, nell’ultima tornata elettorale del 2010. E’ quanto emerso a conclusione delle indagini avviate dalla Procura di Milano, che ha invitato a comparire nei prossimi giorni una decina di consiglieri del Comune e della Provincia di Milano indagati per falso ideologico e falso in atto pubblico. A dare il via alle indagini, la denuncia del radicale Marco Cappato, che ha parlato di “truffa elettorale“. A lui ha risposto il capogruppo del Pdl alla Regione Lombardia, Paolo Valentini: “Marco Cappato è in preda a una vera e propria ossessione – ha detto – gli consigliamo di prendere un Valium”.

Firme false in Regione – Il famoso listino bloccato di Roberto Formigoni, già noto per aver consentito l’elezione dell’ex igienista dentale Nicole Minetti al consiglio regionale della Lombardia, rischia adesso di ricevere nuove pesanti accuse. Secondo quanto raccolto dai giudici della Procura di Milano, infatti, circa 700-800 firme delle 3.800 che hanno permesso alla lista “Per la Lombardia” di Roberto Formigoni di partecipare alle ultime elezioni regionali (vincendole), sarebbero false. Per questo gli inquirenti hanno invitato a comparire nei prossimi giorni 10 consiglieri comunali e provinciali di Milano, verso i quali ipotizzano i reati di falso ideologico e falso in atto pubblico. I controlli che hanno portato all’individuazione delle firme false sono stati realizzati grazie a un’attenta perizia calligrafica, che ha prodotto quelle che i magistrati di Milano hanno definito “prove granitiche”.

La denuncia di Cappato – A dare il via alle indagini è stato il radicale Marco Cappato: “Si tratta di una truffa elettorale – ha detto – realizzata attraverso un’attività di falsificazione massiccia che non può che configurare il reato di associazione per delinquere contro i diritti civili e politici dei cittadini. Un’associazione per delinquere – ha insistito il radicale – che è stata coordinata da un responsabile che spetterà alla magistratura individuare, senza limitarsi agli esecutori materiali”. Non solo: per Marco Cappato non può essere sottostimata la posizione del governatore Roberto Formigoni, che “ha mentito – ha dichiarato il radicale – sapendo di mentire. Per la parola tradita prima ancora che per il tipo di coinvolgimento, attivo o omissivo, nell’associazione a delinquere della truffa realizzata – ha notato Cappato – il presidente Formigoni si deve ora dimettere“.

La replica del Pdl lombardo – Una richiesta, quella del capolista della Lista Bonino-Pannella a Milano, considerata irricevibile dal capogruppo del Pdl nel consiglio della Regione Lombardia, Paolo Valentini: “Marco Cappato – ha detto – è in preda a una vera e propria ossessione, gli consigliamo di prendere un Valium. Invece di continuare a ripetere come un disco rotto le sue elucubrazioni, rispetti l’azione della magistratura e i suoi tempi e mediti sulle quattro sconfitte che ha già subito davanti al Tar e al Consiglio di Stato. Fortunatamente – ha concluso il pidiellino – non è Cappato che amministra la giustizia in Italia”.

Maria Saporito