Marine Le Pen: referendum per uscire dall’Ue. Ne parlerò con Maroni

Il primo atto si era già consumato a Lampedusa, quando lei, Marine Le Pen, aveva visitato l’isola insieme al leghista Mario Borghezio, sostenendo che “gli immigrati vanno riportati al punto di partenza”. Proprio quanto sosteneva all’inizio il Carroccio. Il secondo atto di questa parallela commedia delle provocazioni riguarda invece l’Unione Europea. Se qualche giorno fa la Lega con Maroni paventava l’ipotesi di uscire dall’Ue, oggi la leader del Fronte Nazionale di estrema destra francese va oltre:  se eletta a Capo dello Stato nelle prossime elezioni del 2012, Le Pen proporrà ai francesi un referendum che lascerà ai cittadini la scelta se restare o meno nell’Unione Europea.

Una minaccia più che un serio intento programmatico. Minaccia che, però, è la cartina tornasole di tutte le debolezze che l’Europa sta mostrando nelle ultimi tempi. Dalla crisi in Libia alla questione degli immigrati in Italia, sono state molte le occasioni criticare o attaccare Bruxelles. “Dopo i miei primi 6-8 mesi all’Eliseo – ha detto la candidata alle presidenziali – proporrò ai partner europei di rinegoziare i trattati  che ritengo più nefasti, a partire da quello di Schengen. Ma se non ci sarà la possibilità di negoziare allora mi rivolgerò direttamente ai francesi attraverso un referendum.” Shengen come punto di partenza. Un modo per far sapere all’Europa che sul tema dell’immigrazione il fallimento è stato pressoché totale. Il riferimento è al caos scatenato dal permesso temporaneo concesso agli immigrati dall’Italia, la quale però non va biasimata: “Capisco Silvio Berlusconi – riflette Le Pen – che di fronte all’inerzia dell’Europa approfitta delle regole europee per alleggerire il fardello.

E non a caso il primo amo che Le Pen ha lanciato sul tema del referendum è caduto proprio in Italia, in acque padane, laddove la rabbia della base leghista ha generato ad un moto di esasperazione politica che ha portato Maroni a chiedersi “se davvero abbia un senso continuare in questa posizione, a far parte dell’Unione Europea.” E se le regole di convivenza nell’Ue non saranno riviste, la domanda posta dal Ministro dell’Interno italiano è la stessa che Marine Le Pen vuole porre ai francesi. Non prima di aver discusso con chi potrebbe essere d’accordo con lei: se Maroni vuole riceverminei prossimi mesi sarebbe molto interessante parlare di questa cosa, serve una riflessione seria sulla fine dell’Ue. L’Unione Europea brilla della luce di una stella morta”.

Cristiano Marti