Meloni: Abbassare l’età per entrare alla Camera e al Senato. Pronto un ddl costituzionale

Consiglio dei Ministri – Via libera al ddl costituzionale per abbassare l’età utile per essere eletti alla Camera e al Senato. La proposta porta la firma del Ministro Giorgia Meloni.

La proposta – Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge costituzionale proposto dal ministro della gioventù, Giorgia Meloni, sulla “partecipazione dei giovani alla vita economica, sociale, culturale e politica della nazione ed equiparazione tra elettorato attivo e passivo”.
Il provvedimento non prevede altro che livellare l’età dell’elettorato passivo per Camera e Senato a quella dell’elettorato attivo: quindi, abbassare a 18 anni l’età minima per essere eletti a Montecitorio e a 25 quella per diventare, ora rispettivamente 25 e 40 anni.

Giorgia Meloni –Spero che si possa procedere su un binario privilegiato, superando le divergenze fra maggioranza e opposizione e auspico che nonostante si tratti di un ddl costituzionale, che ha un iter abbastanza lungo, si possa procedere a passi spediti per portare a casa questa importante innovazione entro la fine di questa legislatura e di renderla operativa già dalle prossime elezioni politiche”.
Così Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, ha spiegato in conferenza stampa il ddl costituzionale approvato dal Consiglio dei ministri.
Vogliamo adeguarci a tutte le grandi nazioni europee come la Germania, la Gran Bretagna, la Spagna, che richiedono i 18 anni per l’ingresso in Parlamento. Solamente la Francia prevede 23 anni, ma sta lavorando perché si arrivi a 18 anni. Noi vorremmo dare un segnale di attenzione nei confronti dei giovani”, ha sottolineato Meloni.

La Costituzione –Il ddl sull’elettorato giovanile “consta di tre articoli e affronta tre questioni: inserisce nella Costituzione una specifica previsione per valorizzare la partecipazione dei giovani nella vita sociale, politica, economica e culturale della Nazione e di valorizzazione del merito fra i giovani”, precisa il Ministro.
La nostra Carta parla dei giovani all’articolo 31, ma ne parla dicendo che la Repubblica protegge l’infanzia e la gioventù. Quello che noi vogliamo provare a fare è un passaggio ulteriore, aggiungendo un articolo 31 bis che dice espressamente che la Repubblica valorizza secondo i criteri e le modalità previste dalla legge il merito e la partecipazione attiva dei giovani alla vita sociale, politica, culturale ed economica della Nazion». Gli altri due articoli riguardano il tema dell’elettorato attivo e passivo di Camera e Senato. In sostanza, in Italia chi ha meno di 40anni non ha diritto di piena cittadinanza e questo indebolisce il peso specifico dei giovani: quello che vogliamo fare è introdurre piena corrispondenza fra elettorato attivo e passivo rimuovendo una barriera”.

Matteo Oliviero