Morte Arrigoni, Ism attacca Israele e Italia: Responsabili morali

L’uccisione del volontario italiano. Dietro la morte di Vittorio Arrigoni, l’italiano attivista per i diritti umani dell’International Solidarity Movement (Ism) rapito ieri a Gaza e ammazzato questa notte dal gruppo salafita al-Tahwir al-Jihad, “ci sono responsabilità precise, politiche e morali, dello Stato di Israele, con la complicità del governo italiano che è tra i suoi più fedeli e cinici alleati”. E’ questo il duro atto di accusa dell’Ism.
I precedenti. “Ancora non c’è una versione affidabile dei fatti” ha spiegato a TMNews Alfredo Tradardi, coordinatore di Ism-Italia. “C’è chi è arrivato a parlare di impiccagione, mentre la maggior parte delle fonti ha riferito di una morte per soffocamento. Certo, la dinamica della vicenda lascia sconcertati”, ha aggiunto. “Ci chiediamo chi siano le forze che muovono un’iniziativa simile: questo è un attacco agli attivisti internazionali che trova i suoi precedenti nei casi di Rachel Corrie  e Tom Hurndall“, entrambi volontari per l’ISM colpiti a morte negli anni passati. “In questo momento – ha spiegato Tradardi – ci sono parecchi stati che stanno cercando di alzare il livello di tensione perché il problema generale è quello di contrastare le rivoluzioni arabe: c’è un quadro di confusione, negli ultimi giorni a Gaza ci sono state decine di palestinesi uccisi”. “Speriamo di averle queste risposte – ha osservato l’attivista dell’Ism – perché in tutto questo ci sono responsabilità precise dello Stato di Israele, con la complicità del governo italiano che è tra i suoi alleati più fedeli e cinici”.

Le colpe di Italia e Israele. “Non a caso – ha rilevato Tradardi – pochi giorni fa il presidente del Consiglio ha dichiarato che non avrebbe fatto partire la prossima ‘Freedom flotilla‘”, l’ennesima nave di attivisti che dovrebbe salpare in maggio carica di aiuti destinati alla popolazione di Gaza, nel tentativo di violare l’embargo israeliano. “Bisogna raccogliere l’eredità morale di Vittorio” ha sottolineato Tradardi, “ha vissuto quasi tre anni a Gaza nel periodo della guerra, anche sottoponendosi a stress post-traumatici”. “Purtroppo le società occidentali sono ancora indifferenti e ignoranti sulla situazione nella Striscia – denuncia Ism – e ora assistiamo a questo gravissimo fatto della guerra contro la Libia. Possibile che noi occidentali non rinunciamo al razzismo, che è figlio diretto del nostro passato coloniale?”. “Non è accettabile che dal 2006 la Striscia di Gaza sia ridotta a un campo di concentramento a cielo aperto, e non è possibile che i governi israeliani non abbiano mai voluto la pace” ha sottolineato Tradardi. Da parte di Israele, ha concluso, c’è stato “un embargo e un assedio sistematico di Gaza, e quindi la responsabilità politica e morale di quanto accaduto stanotte è di Israele e dei suoi complici: Europa e Stati Uniti, e i cosiddetti paesi ‘arabi moderati’, che come sta venendo fuori di ‘sti tempi poi tanto moderati non sono…”.