Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Processo breve, Napolitano: valuterò per tempo. Alfano inviato al Colle

Processo breve, Napolitano: valuterò per tempo. Alfano inviato al Colle

Mercoledì sera la prescrizione breve aveva superato lo scoglio di Montecitorio. Per l’approvazione adesso resta solo la puntata al Senato. Ma da ieri nell’entourage di Silvio Berlusconi c’è chi inizia a pensare che il vero calvario potrebbe iniziare appena dopo l’approvazione definiva della legge, la cui vita (con tanti saluti alla prescrizione) potrebbe essere molto “breve”. E infrangersi contro il muro del Quirinale. Interpellato da un cronista ieri Giorgio Napolitano faceva sapere che “valuterò i termini della questione quando saremo vicini al momento dell’approvazione definitiva in Parlamento.” Come a dire: per ora non mi esprimo, ma la mia firma andrà pesata, non è affatto scontata.

D’altra parte una valutazione preventiva sulla legge da parte del Capo dello Stato era impossibile aspettarsela. Con un iter parlamentare già di per sè infuocato, eventuali critiche avrebbero ancora una volta riportato la rissa in Parlamento, nel quale da giorni si vota a nervi scoperti. Napolitano tace. Ma ciò non rende più tranquillo Silvio Berlusconi, anzi. Il Premier è preoccupato soprattutto per gli effetti mediatici che la prescrizione breve sta provocando nell’opinione pubblica. A partire dai continui appelli che i familiari delle vittime stanno rivolgendo al Presidente della Repubblica: “Non ci sono problemi – provava a tranquillizzarsi ieri il Cavaliere – mandiamo subito Alfano al Quirinale a convincere Napolitano che gli sono state raccontate un sacco di bugie sulle prescrizioni per Viareggio e L’Aquila.” In sostanza il compito del Ministro della Giustizia sarebbe quello di salire al Colle per contrastare i dati sui processi che l’Anm ha mostrato lunedì a Napolitano, dicendogli che “sono solo menzogne inventate dai giornali.

Ma al Quirinale, per ora, le uniche menzogne di cui si è parlato sono state quelle denunciate da Luca Palamara, presidente dell’Anm, che ha messo in guardia Napolitano da una prescrizione breve che in realtà è un’amnistia mascherata. “E’ tutto a posto – fa sapere Maurizio Paniz, relatore della legge sul processo breve – Napolitano non può fermare alcunché perché non c’è manifesta incostituzionalità.” Sarà anche così, ma se il Presidente Napolitano dovesse credere alla versione dell’amnistia allora direbbe che la legge avrebbe bisogno di tornare in Parlamento con l’appropriato iter parlamentare. Tutto da rifare. Con l’unica differenza che, in quel caso, il Processo Mills arriverebbe di certo a sentenza.

Cristiano Marti

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