Li Gotti su norma blocca-Ruby: Berlusconi cialtrone, ora basta

Parole dure. Il senatore Luigi Li Gotti spara a zero sul provvedimento che la maggioranza politica cerca attualmente di introdurre a causa della situazione di Ruby. ”L’intenzione della maggioranza – dice il Senatore – di modificare la legge n. 87 del 1953 sul funzionamento della Corte Costituzionale, introducendo una norma blocca-Ruby, ossia imporre la sospensione del processo nella ipotesi in cui venga sollevato un conflitto di attribuzione, è una autentica indecenza”. Li Gotti è capogruppo per l’Italia dei Valori nella Commissione Giustizia. L’indignazione del Senatore è nata a seguito della notizia pubblicata anticipatamente sul Sole 24 Ore di oggi. Leggere il giornale non è stato facile per molti, e Luigi Li Gotti può fare da efficace cartina di tornasole degli umori che a breve si accalcheranno prevedibilmente in merito all’ultima novità del caso Ruby.

Legge sul processo. ”Attualmente – prosegue poi Li Gotti davanti ai giornalisti – la pendenza di un giudizio innanzi alla Corte Costituzionale, se sollevato in una sede diversa da quella del giudice ordinario, non blocca l’andamento del processo ai sensi dell’art. 37 della legge n. 87 del 1953, che specifica: ‘resteranno ferme le norme vigenti per le questioni di giurisdizione’. La sospensione del processo è regolata, e si applica in casi determinati della legge. Ora la maggioranza vorrebbe cambiare anche queste norme: ma non si vergognano? Possibile che una banda di cialtroni possa cambiare tutte le norme che infastidiscono il sultano Berlusconi? Ci deve essere un limite: dove sono gli uomini liberi che hanno a cuore lo Stato di diritto? Ma quando ritroveranno – conclude Li Gotti – il valore indissolubile della dignità, avendo la forza di dire basta alla strage del diritto? Noi li aspettiamo. Lo facciano per l’Italia”.

Li Gotti interpreta un umore ormai diffuso. Davvero una posizione molto dura, dunque, quella dell’Italia del Valori sugli ultimi provvedimenti che la maggioranza tenta di mettere in atto per risolvere le beghe giudiziarie del “sultano Berlusconi”, come viene ormai definito anche in ambienti di destra che iniziano a stancarsi dell’immagine che passa verso l’estero: quella di una Italia indifesa o ignava dinanzi ad un irreale personaggio che spande cariche politiche istituzionali ed altri onori a persone che dinanzi a lui ballano nude (poiché diversamente, per dirla con Emilio Fede secondo gli atti di una delle recenti inchiesta, non possono, per quanto riguarda lui ed il presidente del Consiglio, “fare le meteorine o partecipare a Miss Italia”. Figuriamoci il Consigliere comunale, dunque, stando ai recenti accertamenti sugli incarichi pubblici, riguardanti Nicole Minetti e non solo. Avere un primo ministro in queste vicende affaccendato durante una fase di piena recessione economica e nel pieno di una guerra in corso, non depone davvero a favore dell’attuale Governo dinanzi agli occhi di quanti vorrebbero una Italia presa sul serio in ambito internazionale. Il ridicolo sul piano della politica internazionale si sta ormai riversando anche all’interno: sempre più persone di ogni ideologia iniziano a provare imbarazzo e voglia di riscossa della dignità politica e di costume. E si diffonde già la battuta tormentone: “Non farai mai la meteorina”, si sentono dire bonariamente donne e uomini a seguito di qualunque osservazione di qualche avvedutezza, o in caso di indignazione verso qualche forma di poco trasparente procedura con cui abbiano a vedersela nella vita quotidiana.

Sandra Korshenrich