Nanni Moretti, la conferenza stampa del “politically correct” e il quiz a premi

Conferenza di presentazione di Habemus Papam – Strana storia, quella della conferenza stampa del nuovo film di Nanni Moretti, Habemus Papam. Sulle prime il regista romano aveva scelto la strada del silenzio, convocando l’anteprima stampa (a cui anche noi abbiamo presenziato: ecco la recensione) tramite un ufficio stampa della capitale, ma senza prevedere una conferenza. Poi, il giorno prima della proiezione una mail inattesa: “dopo la proiezione ci sarà una conferenza stampa con Moretti e il cast”, dice. Il perché lo ha spiegato lui stesso: “Ero troppo stanco dalle riprese, e poi alle volte noi registi facciamo troppa confusione quando parliamo del nostro lavoro. Poi mi è stato fatto presente che senza conferenza non avrei avuto modo di parlare a molti giornali e siti web che con me hanno poche occasioni di contatto, visto che faccio un film ogni morte di…“. Grazie per il pensiero, Nanni. E grazie per l’intelligente ellissi della battuta: siamo a Roma, l’hanno capita (e hanno riso) tutti lo stesso.

Un’anteprima sovraffollata (ben due sale del Cinema Quattro Fontane di Roma stracolme di giornalisti), quella di Habemus Papam, e una buona accoglienza al film da parte della stampa, tutta in attesa dell’arrivo di Moretti; il quale, nonostante l’aspetto come al solito dimesso (maglione e camicia) è la vera star della mattinata. Proprio il giorno prima c’è stata l’approvazione del Processo Breve alla Camera, ma lui non ne vuole sapere e lo chiarisce sin da subito: “Oggi voglio solo parlare del mio lavoro”. Qualcuno che cerca di farlo sbottonare c’è, ma sono tentativi vani: Nanni è diplomatico e professionale. In due parole, politicamente corretto.

A chi gli chiede “Se consiglia a qualcuno di sentirsi inadeguato, come succede al Papa nel film” (chiaro riferimento a Berlusconi) lui risponde diplomaticamente “È un sentimento che consiglio a tutti noi, purché non diventi paralizzante o autodistruttivo”. Stesso discorso quando qualcuno cerca di seminare zizzania con il Vaticano: “Io ho informato le autorità Vaticane e la sceneggiatura l’ha letta Monsignor Ravasi, il ‘Ministro della Cultura’ della Santa Sede. Non hanno fatto rimostranze, ma anche se ne avessero fatte, per me non sarebbe cambiato nulla”. “E se Ratzinger volesse vederlo?“, ha incalzato un collega; “Che lo veda…” è stata la laconica risposta. “Non è un film per i preti – ha aggiunto Moretti – come La stanza del figlio non era rivolto agli psicanalisti”. Una cosa è certa però: anche qui ritorna il tema della psicanalisi, già affrontato ne La stanza del figlio e in Sogni d’oro. Lo stesso Moretti lo ha ammesso candidamente: “un giorno dovrò chiedermi seriamente perché ritorna spesso nei miei film“.

Una conferenza particolarmente utile anche perché il pressbook del film è a dir poco essenziale, e i giornalisti sono ovviamente affamati di informazioni e retroscena. Allora ci pensa Moretti a riservare curiosità interessanti: sugli attori che interpretano i cardinali, che sono per lo più non professionisti; sulle credibili ambientazioni, che non sono ovviamente in Vaticano ma soprattutto nell’ambasciata francese a Palazzo Farnese; e poi un accenno alla notevole quantità di incidenti avuti durante le riprese, che hanno portato i dipendenti dell’Ospedale del Santo Spirito a credere che stessero girando un film di guerra.

Per concludere con un tocco di brio, Moretti ha lasciato tutti con una stuzzicante curiosità: presto, sul sito ufficiale di Habemus Papam, verrà inserito un quiz a premi sui film che hanno segnato la sua vita da spettatore. Chi vincerà si aggiudicherà un premio a sorpresa, ma non sarà cosa semplice: “20 domande saranno accessibili – ha confessato -, 10 difficili, 5 molto difficili e 5 impossibili”. Ma nella mente dei presenti resta impressa soprattutto una nota di umanità, simpatica ma significativa, emersa durante la conferenza. Quando ha appreso da un giornalista in sala di essere in concorso a Cannes, non ha esultato, il signor Moretti, né ha fatto dichiarazioni di sorta; senza proferire parola, si è girato e ha stretto la mano a tutto il cast e i collaboratori del film presenti, suscitando applausi e risa compiaciute della platea di giornalisti. Anche le conferenze stampa di Nanni, dopotutto, sono dei piccoli, gustosissimi siparietti.

Roberto Del Bove