Rai: gli abbonati scappano?

Ennesima caduta delle entrate derivanti dal canone Rai.
Nei primi due mesi del 2011, sulla base dei dati resi noti dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, sono stati incassati soltanto 938 milioni di euro.
Siamo di fronte ad un crollo del 37,5% rispetto allo scorso anno, vale a dire circa 562 milioni di euro.
Da casa Rai, invece, fanno sapere, per voce del direttore Masi, che in realtà la raccolta del canone Rai ha fatto registrare un incremento di 15 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Una tassa volatile. Se fosse confermato il dato del Ministero dell’Economia si prefigurerebbe un deficit che potrebbe implicare serie ripercussioni sul bilancio della società, ricordando che sono tanti gli italiani che pagano questa ‘odiosa’ tassa solo saltuariamente, generando così un incremento notevole della volatilità tra anno e anno.
Il direttore generale Masi minimizza la situazione, sostenendo che si tratta di un errore contabile commessa dal Dipartimento delle Finanze. “Le apparenti diversità promanano esclusivamente da banali problematiche di natura contabile –  ha detto il direttore generale Rai – Problematiche peraltro prontamente definite nell’ambito della tradizionale e massima collaborazione tra i competenti uffici tecnici del Ministero dell’Economia e quelli della nostra azienda”.
Al di là del canone, nei primi due mesi dell’anno, le entrare hanno fatto segnare un incremento del 3,8%, a 2,1 miliardi di euro.

La fuga degli abbonati. In attesa di chiarimenti, tra tanta incertezza sui conti, un dato è però certo: gli abbonati scappano. Analizzando, infatti, un periodo di tempo diverso e antecedente rispetto a quello analizzato dal dipartimento ministeriale, anche la Corte dei Conti aveva lanciato l’allarme sul bilancio della Rai.
Nel 2009 il rosso di Viale Mazzini è stato di 80 milioni di euro, un buco dovuto soprattutto all’evasione proprio del canone, stimata a fine anno intorno al 26,5%, con un mancato introito per l’azienda di oltre 500 milioni di euro. Per i magistrati contabili c’è il rischio che “il persistente sbilancio negativo tra ricavi e costi” assuma “carattere strutturale e dimensioni preoccupanti”. Ed è per questo che ci si auspica un “inderogabile” taglio dei costi e una razionalizzazione delle strutture.

Marco Notari