Vittorio Arrigoni, Hamas cattura i due killer

Altri due arresti. Il governo di Hamas ha annunciato poco fa l’arresto di due persone considerate responsabili dell’omicidio di Vittorio Arrigoni, l’italiano attivista per i diritti umani dell’International Solidarity Movement (Ism) rapito e ammazzato a Gaza dal gruppo salafita al-Tahwir al-Jihad. In un comunicato, il ministero dell’Interno ha precisato che i due arrestati si aggiungono alle prime due persone accusate del sequestro del pacifista italiano. A darne notizia è l’Agi, che ricorda che Arrigoni è stato il primo straniero rapito a Gaza dal 2007, da quando Hamas ha preso il potere nella striscia di Gaza, e probabilmente anche il primo attivista filo-palestinese ad essere stato ucciso dagli stessi palestinesi. Da qui la caccia ai salafiti e ai gruppi estremistici antioccidentali responsabili della morte dell’italiano.

Entro 48 ore la salma in Italia. La salma di Arrigoni lascerà Gaza tra domani e dopodomani, secondo quanto si apprende da fonti locali. La famiglia del pacifista italiano ha espresso il desiderio che il feretro non passi da Israele (“una scelta simbolica”, ha detto ieri la madre, Egidia Beretta): questo richiede l’apertura del valico di Rafah,al confine tra l’Egitto e la Striscia di Gaza, un attraversamento chiuso nel 2007, quando Israele ha imposto il blocco su Gaza, e la cui riapertura richiede complicate procedure burocratiche che stanno allungando i tempi del rientro in Italia della salma dell’attivista.

R. E.