Yara: inquirenti cercano operaio polacco. Lavorava a Mapello

Polacco, trentasette anni, operaio. Ma soprattutto impiegato nei mesi passati nel cantiere edile di Mapello. E’ questo l’identikit di un nuovo possibile testimone nel giallo di Brembate di Sopra. Gli inquirenti che da più di cinquanta giorni sull’omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne bergamasca trovata senza vita lo scorso 26 febbraio a Chignolo d’Isola dopo essere stata rapita la sera del 26 novembre, sembrano essere interessati a rintracciare P.R., elettricista che nel periodo antecedente alla scomparsa dell’adolescente lavorò nella zona in cui i cani molecolari fiutarono la presenza di Yara, pur non trovandovi nessuna traccia fisica che potesse confermare un reale passaggio della ragazzina.

Ricercato ma non indagato – Secondo quanto emerso nel corso della puntata settimanale di Quarto Grado, la trasmissione televisiva condotta da Salvo Sottile, gli investigatori vorrebbero rintracciare l’operaio polacco non perché sospettato di poter essere il colpevole ma perché potrebbe aver visto o sentito qualcosa. L’uomo lasciò il cantiere – e da quel che risulta, l’Italia stessa – il 27 novembre, ovvero all’indomani della scomparsa di Yara. Alcune voci vedrebbero l’operaio essere uno dei frequentatori del piccolo stanzino pieno di cavi elettrici che attrasse maggiormente il fiuto dei cani, durante il sopralluogo a Mapello.

Mapello e Fikri, l’altro operaio – Tra i luoghi del mistero che circonda il giallo di Brembate, il cantiere situato in località Mapello è stato spesso citato nel corso di questi mesi: a farvi riferimento sono state le testimonianze di chi vide il famoso furgone bianco, che girò più volte nella zona in cui Yara venne rapita, fare la spola tra Brembate e il luogo dove dovrebbe sorgere un centro commerciale. Ma il cantiere di Mapello è anche il posto dove lavorava Mohamed Fikri, il marocchino accusato in un primo momento di essere l’artefice del rapimento ma che però fu poi rimesso in libertà per un errore di traduzione di una frase pronunciata dal manovale e intercettata dagli inquirenti.
Nelle scorse settimane, tuttavia, è circolata un’ulteriore indiscrezione, diffusa dal settimanale Panorama,  secondo cui nel verbale redatto dagli investigatori ci sarebbe un’altra frase pronunciata da Fikri: il marocchino avrebbe detto «l’hanno uccisa davanti al cancello». Ma la notizia non ha avuto seguito ed è scivolata nel dimenticatoio.

S. O.