Morte Arrigoni, si cerca un giordano: per Hamas è l’ideatore del rapimento

Continuano le indagini nella Striscia di Gaza per comprendere nella sua totalità le dinamiche e le motivazioni che hanno portato al brutale assassinio di Vittorio Arrigoni, il blogger italiano rapito e ucciso, nel giro di poche ore, da membri appartenenti al gruppo salafita al-Tahwir al-Jihad. Se ieri era stata diffusa la notizia dell’annuncio da parte del governo di Hamas dell’arresto di altre due persone coinvolte nella vicenda e facendo così salire a quattro il numero dei componenti la cellula estremista che si è resa protagonista della tragedia. Ma nella morte di Arrigoni, che passerà alla storia per essere stato il primo occidentale in lotta per la causa dei palestinesi a essere ucciso da questi ultimi, potrebbero aver avuto un ruolo anche altri personaggi. In queste ore si parla di un cittadino giordano.

Quotidiano israeliano: regìa giordana – La notizia è stata diffusa dalla testata Maariv e vedrebbe al centro dell’attenzione di Hamas un uomo conosciuto come ‘Abdel Rahman il Giordano‘. Quest’ultimo sarebbe un personaggio noto ai gruppi salafiti esistenti nella Striscia di Gaza, dove sarebbe arrivato attraverso il Sinai. La polizia di Hamas ritiene che Abdel Rahman possa essere stata la mente dell’agguato a Vittorio Arrigoni e per questo, in queste ultime ore, sono stati rafforzati i controlli alle frontiere: l’obiettivo è quello di far sì che il ricercato non abbandoni il territorio palestinese. A portare al cittadino giordano sarebbe stata la confessione di Haitem Salfiti, uno dei palestinesi fermati nel corso delle indagini.
In attesa di nuovi sviluppi, si attendono notizie sul momento in cui la salma del blogger ucciso ritornerà in Italia. Il desiderio dei familiari, espresso per bocca della madre di Arrigoni, è quello che il feretro non attraversi il territorio di Israele: un «gesto simbolico» per quel figlio che ha combattuto pacificamente per anni contro l’oppressione del governo di Tel Aviv.

Simone Olivelli