Pronto soccorso italiani al collasso, fino a 10 ore di attesa

Caos e attesa nel pronto soccorso. Pronto soccorso sempre più in tilt, fino a 10 ore di attesa per la visita di un medico. Cure d’urgenza nel caos al Pronto Soccorso, anche se il sospetto è di avere un infarto. E’ uno dei dati allarmanti sulla situazione dei Pronto Soccorso italiani, contenuti in un’indagine conoscitiva (partita nel 2008) sul trasporto degli infermi e sulle reti di emergenza ed urgenza, all’esame della Commissione Igiene e Sanità del Senato. Lunghe file negli ospedali e malati sempre più in difficoltà: una situazione vicina al collasso in alcune Regioni, che si spiega anche col fatto che negli ultimi dieci anni il numero degli accessi è aumentato del 50% circa, fino ad arrivare a quasi 30 milioni di richieste, ma senza un adeguamento del personale. Finire in ospedale è diventato insomma un terno a lotto: si rischia addirittura di non poter più nemmeno gestire correttamente i codici rossi o gialli, coi relativi rischi per i pazienti che hanno bisogno di cure e assistenza.  

Problemi maggiori al Centro-Sud. In questo quadro preoccupante, il Nord si rivela comunque più veloce ed efficiente. Maglia nera per le regioni del Centro, dove i tempi di attesa raddoppiano : soprattutto l’Abruzzo, seguita dal Lazio e il Molise. Al Sud le carenze più evidenti si riscontrano invece in Campania, Puglia e Sicilia. In base ai dati elaborati, in Abruzzo  i tempi massimi di attesa negli Eas (Pronto soccorso ad alta specialità) toccano i 450 minuti, ben 7 ore, mentre la media regionale si attesta intorno ai 240 minuti. Fra i maggiori problemi c’è quello dell’assistenza all’attacco cardiaco/infarto miocardico acuto: solo il 10% dei pazienti giunge in Unità di terapia intensiva coronarica entro le prime due ore, e un altro 30% impiega tra le due e le sei ore dall’inizio dell’evento acuto. Il tempo medio di attesa pre-intervento medico è di 200 minuti sul territorio nazionale, con picchi di 600 minuti, ossia dieci ore, in alcune regioni del sud Italia (da quando il cittadino si rende conto della gravità della situazione,  al sistema di risposta del 118, infine l’attesa al Pronto soccorso). L’indagine segnala “una sostanziale disomogeneità organizzativa nel territorio nazionale per quello che riguarda alcuni fondamentali aspetti come l’assenza di una rete cardiologica, la mancanza di un protocollo standard per il dolore toracico, il prolungamento eccessivo del tempo medio di attesa”.

Ambulanze ed elisoccorso carenti in tutta Italia. Altro problema non irrilevante è quello del trasporto dei malati e in particolare  quello delle ambulanze in codice verde. “Dal complesso delle risposte risulta che le ambulanze stazionano troppo in Ospedale, sottraendo risorse al territorio”, si legge sul documento. Un tempo accettabile sarebbe intorno ai 30 minuti, prosegue il documento, ma per i Dea (Dipartimento emergenza sanitaria) la media in Liguria è di 46 minuti e in Sardegna di 60 minuti, mentre per i Pronto Soccorso ad alta specialità i tempi massimi “sono improponibili”, come nel Lazio, 127 minuti di attesa, o in Puglia, 154 minuti. Nel testo dell’indagine si legge inoltre che “elisoccorso e trasporto neonatale sono ancora estremamente carenti nella maggior parte delle Regioni”.

Adriana Ruggeri