Thyssen, dopo la sentenza la minaccia: Forse non rimarremo in Italia

Le parole di Klaus Schmitz presidente della Thyssenkrupp e pubblicate dal Corriere della Sera non appartengono al testo di un comunicato ufficiale, ma hanno lo stesso peso e forse anche qualcosa in più. L’azienda tedesca, al centro di quella che è stata definita una sentenza storica per la giurisprudenza in tema di sicurezza sul lavoro, non ha ancora digerito il responso dato dai giudici della Corte d’Assise di Torino che, ieri, hanno condannato l’amministratore delegato, Harald Espenhahn, a 16 anni e mezzo di reclusione con l’accusa di omicidio volontario, oltre ad assegnare gravi pene ad altri cinque dirigenti. Leggendo le dichiarazioni di Schmitz sembra di trovarsi a metà tra la frustrazione di uno sfogo e un monito per il futuro: la minaccia di lasciare l’Italia?

Schmitz: Vedremo il da farsi – Queste le parole del presidente della Thyssenkrupp: «Il problema è sapere quale sarà la giurisprudenza in tema di sicurezza sul lavoro. Con il verdetto di Torino, sarà difficilissimo lavorare da voi. Ci aspettiamo una riflessione su queste condanne, ma , per ora, non vogliamo rimanere coinvolti nel dibattito».
Schmitz poi fa appello alla solidarietà di Confindustria: «Noi siamo una delle aziende più importanti d’Italia e abbiamo bisogno di avere garanzie per il nostro futuro. Confindustria ci deve rappresentare, deve reagire a questa sentenza. Dall’associazione degli industriali italiani ci aspettiamo tutela». Le parole con cui poi ha proseguito, invece, si fa fatica ad accettarle anche inquadrandole nell’ottica di uno sfogo successivo a una sentenza che ha colto tutti di sorpresa: «In Italia ci sono state tante tragedie sul lavoro. Ma questa sorte giudiziaria è toccata solo a noi. Il punto cruciale è questo: non vorremmo diventare un pretesto. Con un verdetto di questo tipo, alcune persone pensano di poter cambiare l’attitudine di questo Paese in tema di sicurezza sul lavoro. Proprio per questo, prima di decidere come comportarci in futuro e quali strategie adottare, abbiamo bisogno di capire come l’Italia valuta la sentenza e la novità che ha introdotto».

Simone Olivelli