Assicurazioni, nel 2010 la raccolta premi è aumentata

Nel 2010, anno in cui si sono prodotti gli effetti più neri della crisi che ancora imperversa nel mondo occidentale, la raccolta di premi totalizzata in Italia dalle imprese di assicurazione nostrane e dalle filiali italiane delle imprese di assicurazione extraeuropee ha toccato 125,95 miliardi di euro, facendo registrare un incremento del 6,9% rispetto al 2009.
È quanto si evince dalle statistiche Isvap sui premi lordi contabilizzati per l’intero quarto trimestre 2010 rese note tramite la puntuale circolare quadrimestrale dell’istituto di vigilanza del comparto assicurativo.

Nello specifico, la raccolta nel ramo vita, pari a 90,10 miliardi di euro, ha registrato un incremento dell’11,1%, con un aumento della corrispondente incidenza sul portafoglio globale, 71,5% rispetto al 68,8% registrato nell’anno precedente. All’interno del comparto vita, ancora, si conferma la preferenza dei risparmiatori per le polizze tradizionali, pari al 75,2% del totale premi vita, che fanno rilevare un aumento del 4,8% rispetto al 2009, ma continua la ripresa delle polizze index e unit linked, +58,3% sul 2009, che raggiungono il 17,1% sul totale della raccolta vita. Nel 2009 questo segmento rappresentava il 12%.

La raccolta nei rami danni, pari a 35,85 miliardi di euro, ha mostrato, viceversa, una contrazione del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2009. Con riferimento al comparto della Rc auto, che pesa per circa il 50% sul totale danni, la diminuzione risulta pari allo 0,3%.
Il calo risulta, però, influenzato dall’uscita dal portafoglio diretto italiano di premi relativi ad imprese appartenenti allo Spazio Economico Europeo, che comunque continuano ad operare nel nostro Paese tramite Rappresentanza. Al netto di questo effetto contabile, la variazione della raccolta danni totale farebbe segnare un incremento dell’1,9%, e la raccolta Rc auto mostrerebbe un aumento del 4,2%.

Per quanto concerne l’analisi della raccolta per canale distributivo, nel 4° trimestre 2010 si riconferma la preminenza, nei rami vita, del ricorso al canale bancario e postale, 60,3% rispetto al 58,8% nel 2009, seguito dai promotori finanziari e, nei rami danni, quella delle agenzie mandatarie, con una percentuale pari all’82,4% (83% nel 2009).

Marco Notari