Blocco treni a Ventimiglia, Frattini: Sarkozy faccia chiarezza

Continua a far discutere la decisione, presa ieri dal governo francese, di bloccare l’ingresso degli immigrati alla frontiera di Mentone, località poco distante dalla città ligure di Ventimiglia. Il divieto di transito per qualsiasi treno proveniente dall’Italia e diretto in Francia ha alzato un polverone tra chi continua a sostenere che atteggiamenti simili vanno contro l’idea di Unione Europea. La questione immigrazione, proveniente dai paesi nordafricani e nata in conseguenza delle rivolte sociali e politiche che hanno caratterizzato gli stati della parte settentrionale del continente nero, ha riportato nelle singole nazioni europee comportamenti che hanno rispolverato sentimenti nazionalisti mal celati dalla bandiera blu con le dodici stelle dorate.

Frattini: La Francia deve spiegare – A parlare di quanto è avvenuto al confine tra Francia e Italia è stato il ministro degli Esteri Franco Frattini che ha detto: «Oggettivamente, non abbiamo capito perché questo tiro e molla dopo la decisione positiva da parte dell’Unione europea di accettare, come previsto dalle leggi comunitarie, i permessi temporanei di soggiorno rilasciati dall’Italia. Il blocco è sorprendente. C’é qualcosa che vogliamo capire meglio».
Il capo della Farnesina ha poi proseguito facendo notare come la decisione presa da Parigi possa influenzare in negativo la vita di entrambe le nazioni, per motivi che vanno al di là della questione immigrati: «E’ un asse su cui transitano decine di treni con migliaia di persone ogni giorno: ogni interruzione crea comunque un danno alla circolazione, al turismo, all’economia. Se la situazione persistesse, allora si farebbe prima a dire che si volta pagina sulla libera circolazione, che è uno dei fondamenti dell’Unione. Ma siamo certi che la Francia chiarirà».
Frattini ha poi fatto riferimento all‘incontro che avverrà la prossima settimana tra il presidente del Consiglio italiano e il presidente francese: «Credo che Berlusconi e Sarkozy, noi ministri dell’ Interno, degli Esteri e dell’Economia, dovremo uscire da quel vertice riaffermando la volontà dell’Italia e della Francia di continuare a lavorare insieme, da paesi fondatori dell’Ue. Vale per l’immigrazione ma anche per la politica industriale, per le cosiddette scalate. La Francia sa che queste situazioni non si affrontano con tali chiusure». Qualche parola anche sulle provocazioni provenienti da alcuni esponenti della Lega Nord: «Sono polemiche che lasciano il tempo che trovano e alle quali poi Bossi riesce a mettere sempre la parola fine».

Simone Olivelli