Ciancimino jr “inchioda” Romano: Da me ha preso 300 mila euro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:07

Il figlio di Don Vito Ciancimino è sempre prodigo di scottanti rivelazioni. Dopo le dichiarazioni rese ai magistrati che stanno indagando sul presunto patto stretto dalla mafia e dallo Stato per porre fine alle stragi, Massimo Ciancimino ha deciso di consegnare alla stampa alcune considerazioni compromettenti sul neo ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano. “Il ministro Romano dice di non aver mai preso nemmeno un caffè con me – ha dichiarato ieri Ciancimino jr – E’ vero, ha preso ben altro: 300mila euro“. Il riferimento è alle “dazioni” di denaro che, secondo il figlio di Don Vito, sarebbero state rese a Romano (e ad altri esponenti politici) in occasione della vendita della società “Gas“, di cui Ciancimino e il tributarista Gianni Lapis erano soci.

Quei soldi dati al ministro – La situazione appare ancora assai fumosa, ma Massimo Ciancimino ha voluto fornire il suo personale contributo per rendere la posizione del neo ministro Saverio Romano ancora più scomoda. E per fomentare quei dubbi espressi dallo stesso Giorgio Napolitano alla vigilia dell’investitura di Romano a responsabile dell’Agricoltura. “Il ministro Romano dice di non aver mai preso nemmeno un caffè con me – ha dichiarato ieri il figlio di Don Vito partecipando al Festival del giornalismo di Perugia – E’ vero, ha preso ben altro: 300mila euro“. Una somma importante, che secondo Ciancimino jr, sarebbe finita nelle tasche del neo ministro (e non solo) durante le operazioni di vendita della società “Gas”, di cui Ciancimino era socio insieme al tributarista Gianni Lapis.

Intercettazioni compromettenti? – Versamenti che il figlio dell’ex sindaco di Palermo ha definito “dazioni” di denaro. “Confermo di non aver mai consegnato nulla direttamente nelle mani di Romano – ha precisato Massimo Ciancimino – Ho dato input ai magistrati di sbobinare alcune intercettazioni per riscontrare tutto questo. Sarà comunque la magistratura – ha rimarcato – ad accertare la verità”. Secondo quanto emerso finora, il neo ministro dell’Agricoltura e altri esponenti politici sarebbero stati i destinatari di un giro di tangenti che riguardarono la vendita (per 124 milioni) della sopra citata società “Gas” a un gruppo spagnolo. Gli inquirenti di Palermo sarebbero in procinto di chiedere al Parlamento l’autorizzazione a utilizzare alcune intercettazioni che coinvolgono Saverio Romano per comprendere se il reato di corruzione ipotizzato verso di lui (e adesso rinforzato anche dalle dichiarazioni spontanee rese da Ciancimino jr) sia reale.

Maria Saporito

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